Razzismo, Ue boccia bozza antisemita Frattini: "L'Onu ora cambi quel testo"

Il testo iniziale per la conferenza dell'Onu Durban II accusa Israele di fare apartheid. <strong><a href="/a.pic1?ID=333661">L'Italia ha detto subito di no</a></strong>. Ora i ministri europei si sono accordati su un testo alternativo, preparato dall'Olanda, che non menziona temi offensivi. Frattini: &quot;Se diverrà il testo negoziale della conferenza saremo pronti a rientrare&quot;. Fassino: &quot;Bene la posizione comune&quot;<br />

Bruxelles - I ministri degli Esteri dei ventisette paesi dell'Unione europea si sono accordati su un testo olandese per la conferenza Onu sul razzismo: un testo alternativo a quello contestato al momento sul tavolo. Lo ha detto, a Bruxelles, il ministro degli Esteri Franco Frattini. Secondo il capo della Farnesina vi è stata una "lunga discussione" e alla fine "tutti si sono trovati d’accordo per presentare un testo radicalmente nuovo. La scelta è ricaduta su quello proposto dall’Olanda".

La fermezza dell'Italia Il 5 marzo scorso Frattini aveva annunciato a Bruxelles la decisione italiana di ritirare la sua delegazione da Ginevra per protesta contro le frasi "antisemite" contenute nella bozza di dichiarazione finale, seguendo così l’esempio di Usa, Canada e Olanda. E oggi, sempre da Bruxelles, il titolare della Farnesina ha annunciato che i ministri degli Esteri dei 27 si sono trovati d’accordo a presentare ai responsabili dei negoziati della conferenza un "testo radicalmente nuovo ed alternativo, a nome della Ue", che potrà, se accolto, modificare la decisione italiana, in quanto "non menziona temi antirazzisti e antisemiti e non contiene limitazioni alle libertà di espressione".

Il nuovo testo Composto da 20-25 capitoli è stato presentato dal ministro degli Esteri olandese Maxime Verhagen ed è stato preferito ad un altro già consegnato a Ginevra da Belgio, Russia, Egitto e Norvegia. La Libia coordina i negoziatori Onu, di cui fanno parte anche Iran e Cuba.

L'Italia ha smosso le acque torbide "L’Italia ha smosso le acque torbide" ha commentato Frattini, molto soddisfatto. "Se il testo olandese sarà accolto, l’Italia si impegnerà nuovamente a negoziarlo. Ma per ora, non siamo nè sicuri nè ottimismi".

La discussione in Europa Nel dibattito politico su Durban II al Consiglio esteri della Ue è stata chiesta dalla Germania, decisa a boicottare la conferenza, prevista a fine aprile, se l’Europa non otterrà le modifiche richieste. "Mi impegnerò perché la Ue rinunci a partecipare a questa conferenza se nelle prossime ore o nei prossimi giorni non otterremo una modifica sostanziale dei documenti", ha detto il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. Sulla stessa linea anche Danimarca, Estonia e Polonia.

Francia defilata Il ministro francese Bernard Kouchner, che aveva criticato l’Italia per il mancato coordinamento a livello europeo, non ha partecipato alla discussione odierna perchè ha lasciato il Consiglio in anticipo. La Francia ha però detto di rifiutare "tutti i riferimenti alla nozione di diffamazione delle religioni", così come "tutte le stigmatizzazioni di Israele in quanto tale". Anche Londra ha reclamato un cambio totale dei lavori preparatori della conferenza. In un documento interno della Commissione Ue su Durban II si definisce la posizione italiana del 5 marzo scorso "inaspettata, senza previe consultazioni in sede Ue". "È un documento superato dai fatti", ha replicato oggi Frattini, ribadendo invece che la posizione italiana "è servita per ulteriori iniziative".

Fassino: bene la posizione comune dell'Ue "La decisione dell’Unione europea di proporre un testo di modifica, condiviso dai 27 paesi, alla risoluzione finale della Conferenza sul razzismo di DurbanII , è un passo giusto nella direzione che fin dal primo momento avevamo auspicato". Lo dice Piero Fassino responsabile del dipartimento Esteri del Pd. "E cioè che l’Italia non esaurisse la sua iniziativa in un atto solitario, ma ricercasse e promuovesse l’adozione di una posizione comune europea. Ci auguriamo adesso che questa posizione sia sostenuta con convinzione da tutti i paesi dell’Unione, realizzando anche un’ ampia convergenza con le tante nazioni di altri continenti che condividono l’obiettivo di emendare la risoluzione Onu da ogni formulazione antisemita e antisionista".