Ma è razzista anche chi canta «Bingo Bongo»?

Caro Granzotto, probabilmente la mia domanda le sembrerà impertinente mentre io sono mosso semplicemente dalla curiosità. Quand’ero più giovane canticchiavo una canzone resa popolare da Nilla Pizzi, regina del melodico italiano e vincitrice di due Festival di Sanremo con le indimenticabili «Grazie dei fiori» e «Vola colomba», e che ti metteva indosso l’allegria. Il titolo era «Bongo Bongo Bongo» e le parole, che ancora rammento, suonavano così: «Bongo Bongo stare bene solo al Congo no buone scarpe strette saponette ma con questa sveglia al collo stare bene qui». La domanda che le pongo è questa: dopo l’alzata di scudi per l’abbronzatura, con l’avvento di Obama dobbiamo chiedere scusa per aver scritto e cantato una simile canzone?