RAZZISTI, CHI?

Pochi giorni fa l’assessore alle politiche abitative del Comune, Bruno Pastorino, era intervenuto sul caso sollevato dal Giornale di una famiglia, italiana, che rischiava lo sfratto da una casa popolare. Sottolineando che il Comune non poteva comunque tollerare le irregolarità e il mancato pagamento dell’affitto, aveva promesso (e mantenuto) un impegno a rivedere quella situazione disperata. Gliene avevamo dato volentieri atto.
Oggi la procura e i carabinieri rendono nota una situazione un po’ più grave a carico di qualche inquilino di Tursi, magari non moroso perché la pigione non gli è neppure richiesta. Che poi è quella stessa situazione che spesso, e ancor più in questi giorni, stiamo documentando con i nostri servizi sui nuovi campi nomadi abusivi spuntati in ogni parte della città.
Certamente, per dimostrare che la sinistra non fa razzismo al contrario, che non garantisce più gli zingari che i genovesi, il Comune annuncerà di voler «rivedere» anche la situazione dei suoi inquilini latitanti e milionari. Gliene ridaremo volentierissimo atto.
Così come certamente da domani il governo Prodi saprà rimettere a posto i conti pubblici anche colpendo quegli evasori totali che non hanno un negozio in centro, ma che si servono all’ingrosso nei camion degli altri. Il viceministro Vincenzo Visco, in visita questa mattina all’Agenzia delle Entrate di Genova, vorrà certamente dare disposizioni per incrementare il «tesoretto» mettendo a fondo cassa un milione e ottocentomila euro in cerca di padrone anziché il rialzo di una qualche addizionale sugli stipendi dei liguri. E magari la Regione Liguria chiederà i dati della «regina» e dei suoi discendenti per inserirli nel suo sistema informatico, nella lista di coloro che il ticket sui farmaci e sulle prestazioni lo devono pagare perché qualche risparmio da parte ce l’hanno.
Solo perché siamo tutti uguali. Solo per non essere accusati di razzismo nei confronti dei non nomadi.