Il razzo contro mia madre è stato un pretesto

Giovanni Del Bianco

Non ci siamo. Da sostenitore blucerchiato quale sono, ma soprattutto da amante di questo sport, sono indignato e deluso dal comportamento che alcuni delinquenti, che si spacciano per tifosi, hanno dimostrato in occasione del match tra Sampdoria e Ascoli. L’identificazione di spranghe, tubi innocenti, fumogeni, bande chiodate e aste di plastica la dice lunga su quello che avrebbe potuto trasformare in tragedia una partita di calcio. Sia chiaro, non punto l’indice contro i tifosi sampdoriani, ci mancherebbe. Non credo proprio che la curva blucerchiata si identifichi con questi teppisti che aspettano solo che si presenti l’occasione buona per colpire. Già, questa volta avevano il pretesto di vendicare il razzo del Del Duca; un pretesto troppo ghiotto da lasciarsi scappare (tra l’altro questi criminali probabilmente non sapevano o non volevano sapere che all’andata i supporter ascolani avevano aiutato la polizia ad identificare i due lanciatori del razzo).
Mi spiace molto per quanto accaduto; ero convinto che non sarebbe successo nulla. Infatti nelle colonne del Giornale scrissi: «Non penso che ci saranno problemi di ordine pubblico per la gara del Ferraris: le due tifoserie sono molto in gamba e daranno sicuramente un esempio di civiltà».
Invito nuovamente i tifosi, quelli veri, a prendere le distanze da certi atteggiamenti, magari denunciando i colpevoli, proprio come si è fatto ad Ascoli, perché la giustizia possa prendere nei loro confronti adeguati provvedimenti, senza aspettare nuove vittime. Andrò controcorrente, ma in questo momento preferirei che gli Europei del 2012 non vengano assegnati all’Italia, dato che la nostra Penisola da al mondo intero immagini di stadi insicuri e spesso e volentieri violenti. Quello di ieri è solo l’ennesimo spot per le altre nazioni candidate ad ospitare l’evento.