Rc auto, bollette e grande distribuzione: il governo in campo contro il caro prezzi

Si studia il taglio delle accise sulla benzina e il rimborso diretto del sinistro per ridurre le polizze

da Roma

Guerra del governo al rialzo dei prezzi. E i grandi distributori dicono sì agli sconti ma chiedono di vendere benzina e medicine al supermercato.
Il tam tam delle associazioni di consumatori era già partito a fine luglio: a settembre gli italiani si aspettino la stangata. Previsti rincari un po’ su tutto a cominciare dalle bollette, conseguenza inevitabile del costo del petrolio alle stelle. Le ipotesi erano quelle di un più 4-5 per cento per l’elettricità e del 3,9 per cento del gas a partire da gennaio 2006. Oltretutto, denunciavano le associazioni, c’è anche una spiacevole tendenza da parte dei commercianti ad arrotondare sempre i prezzi al rialzo. Altro salasso autunnale annunciato è quello dei libri scolastici che per le medie e le superiori ormai viaggia abbondantemente sopra i 500 euro a studente soltanto per l’acquisto dei libri.
Il governo non ha margini di manovra molto ampi ma Claudio Scajola, ministro delle Attività produttive, entro il 10 settembre dovrebbe chiudere un’intesa con la grande distribuzione che ricalca quella già sperimentata dal suo predecessore, Antonio Marzano, lo scorso anno. Si tratta in sostanza di congelare i prezzi di tutti i prodotti di più largo consumo fino alla fine dell’anno nei supermercati e negli ipermercati.
Dunque Scajola ha dato mandato all’ufficio del suo gabinetto e ai tecnici di via Molise di simulare tutti gli scenari possibili per prendere le decisioni necessarie al contenimento di prezzi e tariffe. Prima di convocare e fare proposte a imprese e consumatori, Scajola infatti intende avere un quadro preciso delle situazione e verificare quali siano le condizioni in modo da riprendere l’intesa del 2004 ma, se possibile, allargandola anche ad altri settori.
Allora si trattò di un congelamento dei prezzi dei più venditi prodotti a marchio, quelli cioè dello stesso distributore come le grosse catene di supermercati che riguardava in particolare i prodotti di primo prezzo, quelli collocati nella fascia più bassa. Il ministro Scajola vuole fare qualcosa di più, sempre compatibilmente con il mercato e la disponibilità della grande distribuzione. Disponibilità che non manca ma che però pone delle condizioni precise. Insomma gli ipermercati sono disposti a fare qualche sconto in cambio di una forte deregulation: maggiore libertà negli orari di apertura, estensione dei periodi di vendite a saldo, possibilità di vendita dei carburanti nei centri commerciali.
Il governo lavora anche sul fronte delle assicurazioni. Il primo appuntamento è al prossimo consiglio dei ministri, fissato per venerdì. All’ordine del giorno il codice delle assicurazioni, che dovrebbe aprire le porte al risarcimento diretto da parte delle compagnie nell’Rc Auto. Un appuntamento non rimandabile perché la delega scade il 9 settembre.
Un’altra nota dolente per le tasche degli italiani è quella che riguarda tutto il settore dell’energia alla quale pone grande attenzione il governo anche nell’ambito del rilancio della politica industriale. Nel mirino del sottosegretario Mario Valducci il contenimento di bollette e tariffe. Entro metà settembre Valducci dovrebbe presentare un documento riservato sui temi energetici, che affronterà vari temi: dal taglio delle accise (che però il ministro del Tesoro Domenico Siniscalco vede come il fumo agli occhi) alle possibilità di liberalizzazione delle rate di vendita dei carburanti. Scajola guarda con attenzione anche alla ricerca di fonti alternative di energia a basso costo. Tra breve dovrebbe essere messo a punto un decreto che aumenta scorte di gas naturale del 5 per cento con la creazione di 5 nuovi giacimenti di stoccaggio.