Rc auto, compagnie obbligate ad assicurare

Tutti gli automobilisti hanno diritto ad assicurarsi, come la legge impone, compresi quelli che vivono nelle zone più a rischio: e le compagnie hanno il dovere di stipulare i contratti richiesti.
Un principio sancito dalla Corte di giustizia europea, che ha respinto il ricorso della stessa Commissione e della Finlandia contro l’Italia, accusata di violare le norme comunitarie sulla «libertà di stabilimento e sulla libera prestazione di servizi». Soddisfatta l’Isvap: «L’accoglimento del ricorso avrebbe arrecato grave pregiudizio a intere fasce di utenti che, soprattutto al Sud, rischiavano o di pagare premi molto alti o di trovarsi scoperte pur essendo tenute per legge ad assicurarsi», commenta il presidente Giancarlo Giannini. Proprio l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, infatti, nel 2003 aveva sanzionato alcune compagnie, sia italiane sia straniere, che in alcune zone del Sud praticavano «tariffe eccezionalmente alte (fino a 10-15mila euro), con il chiaro intento di eludere l’obbligo a contrarre stabilito dalle norme», spiega l’Autorità. A queste sanzioni alcune compagnie avevano reagito rivolgendosi alla Commissione e quindi alla Corte, sostenendo che la legge italiana limitava la loro libertà di scegliere con chi stipulare un contratto e che il controllo delle tariffe da parte dell’Isvap violava le regole comunitarie.
La Corte di giustizia, invece, ha dato ragione all’Autorità e al governo italiano, sostenendo che le norme comunitarie ammettono deroghe per «ragioni di interesse generale»: in questo caso, l’obbligo imposto alle compagnie di stipulare i contratti e di evitare tariffe esorbitanti, quindi tali da scoraggiare i potenziali clienti, «ha una funzione di protezione sociale, da intendersi come garanzia di adeguato risarcimento delle vittime di incidenti stradali».