Rc Auto, il risarcimento diretto diventa realtà

L’ Ania contesta i dati della Cgia di Mestre sulle tariffe: «Aumenti del 236%? Macché, solo del 41%»

da Milano

Assicurazioni meno care con il Codice unico approvato ieri dal Consiglio dei ministri. È la promessa del ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola: «Il provvedimento sarà a regime entro i primi tre mesi del prossimo anno e permetterà una riduzione del costo dell’assicurazione Rc Auto fino al 15%», ha detto. Il nuovo testo, a cui governo e Parlamento hanno lavorato a lungo, si compone di 355 articoli, che sostituiscono le oltre mille norme che regolavano il settore (compresi due decreti regi del 1922 e del 1925). Una riforma attesa da decenni, che getta le basi del riassetto di tutto il settore assicurativo. Si tratta di una riorganizzazione sistematica e complessa molto importante, a maggior ragione se si considera che l’ultimo testo unico in materia risaliva al 1959 e, nel frattempo, sono stati introdotti altri provvedimenti, di cui molti legati alle normative europee. Il Codice entrerà in vigore dal primo gennaio 2006, mentre a 90 giorni di distanza - e quindi probabilmente entro la fine di marzo - entrerà in vigore l’indennizzo diretto, fortemente voluto tanto dal ministro Scajola quanto da Antitrust, Isvap e associazioni dei consumatori, nell’intento di rendere possibile un calo dei premi assicurativi.
«L’introduzione dell’indennizzo diretto per gli assicurati è l'innovazione più importante» ha sottolineato il ministro Scajola. «Una scelta che si tradurrà in maggiore tutela per gli utenti, maggior controllo sulle frodi, e, conseguentemente, in una riduzione delle tariffe», ha aggiunto.
In effetti è una vera e propria rivoluzione: gli automobilisti saranno rimborsati direttamente dalla compagnia di cui sono clienti che si rivarrà poi su quella del responsabile del danno. I risarcimenti avverranno dunque con tempi molto più stretti, ma sarà necessario, per tutti i sinistri tra due veicoli, utilizzare sempre il Cid - il cosiddetto “modulo blu” - che attualmente viene compilato solo in caso di constatazione amichevole di incidente. Saranno poi le assicurazioni ad accertare la responsabilità del sinistro. E ovviamente la compagnia dell’automobilista “innocente” si rivarrà sull’altra.
Soddisfatto il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu): «Il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola ha così dimostrato che la tutela dei cittadini viene prima di qualunque altro interesse di categoria».
Ma l’Ania, l’associazione delle imprese di assicurazione, frena gli entusiasmi. «Gli effetti economici di questa importante innovazione - afferma in una nota - potranno essere apprezzati solo nel medio periodo e dipenderanno non tanto dalla semplice introduzione del sistema di indennizzo diretto, quanto soprattutto dalla disciplina applicativa, ancora da emanarsi, che dovrà permettere un’effettiva e significativa riduzione dei costi dei risarcimenti». Ad ogni modo «il settore assicurativo è pronto a investire risorse e a misurarsi con gli impegni organizzativi che deriveranno da questa vera e propria rivoluzione nel campo del risarcimento del danno». Ma per il Movimento difesa del cittadino (Mdc) l’Ania «non ha alibi» e le tariffe dovranno scendere significativamente.
Un obiettivo raggiungibile anche per il presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini, che ha collaborato in prima persona alla stesura del nuovo codice. E sui prezzi delle polizze Rc auto la giornata ha visto anche una polemica tra assicurazioni e Cgia di Mestre. L’associazione degli artigiani ha calcolato che le tariffe sono cresciute mediamente del 236% negli ultimi vent’anni, al netto dell’inflazione. Cifre ritenute prive di fondamento dall’Ania che, senza contare l’inflazione, calcola invece un rincaro di circa il 41 per cento.