Rcs, allarme-utili prima dell’autunno caldo

da Milano

Di ogni possibile cambiamento negli equilibri del gruppo Rcs si riparlerà da settembre. Per ora dal gruppo editoriale del Corriere della Sera arriva però una sorta di allarme sui profitti del 2008. A conferma che i conti del gruppo non brillano più e che, oltre ai tagli già annunciati, sarà probabilmente necessario prendere nuovi provvedimenti. Anche se Rcs, in questo quadro, è in buona compagnia: tutti i gruppi editoriali soffrono la stagnazione dell’economia e dei consumi in particolare.
Ieri il cda guidato dal presidente Pier Gaetano Marchetti e dall’ad Antonello Perricone, ha approvato la semestrale, chiusa con utile netto in calo a 36,4 milioni rispetto ai 144,2 milioni dello stesso periodo del 2007, (che beneficiava di plusvalenze per cessioni di partecipazioni non strategiche per 51,9 milioni e dividendi per 11,7 milioni). Il risultato è comprensivo della svalutazione della partecipazione in Poligrafici Editoriale (7,9 milioni) e del provento netto di 13,2 milioni generato dalla vendita di Economica Sgps, società portoghese editrice del quotidiano Diario Economico. In ogni caso, si legge sulla nota emessa ieri, sul 2008 pesano una serie di incognite e «non sarà possibile raggiungere risultati operativi» in linea con il 2007.
In particolare, nella semestrale di Rcs si evidenzia che la raccolta pubblicitaria sui quotidiani e sui periodici del gruppo in Italia in luglio e in agosto registra «crescenti difficoltà e al momento non si è in grado di dare indicazioni precise sull’evoluzione per i mesi successivi». Anche in Spagna, informa il gruppo, nel mese di luglio la raccolta pubblicitaria «ha continuato a evidenziare forti segnali di rallentamento, non lasciando prevedere un’inversione di tendenza nella seconda».
Per il momento i numerosi azionisti che compongono il patto di sindacato che controlla Rcs ostentano serenità. Tra i soci «tutto tranquillo, clima tranquillissimo» ha commentato ieri Francesco Merloni uscendo dalla riunione del patto.
Ma l’impressione è che l’autunno possa portare a qualche novità. Intanto, con il ritorno alla governance tradizionale in Mediobanca, Geronzi entrerà nel cda al posto di Gabriele Galateri, come vicepresidente. Poi andranno esaminate le informali riconferme della coppia di vertice Marchetti e Perricone, valutate alla luce del bilancio, delle acquisizioni effettuate in Spagna e pure dei nuovi equilibri in Mediobanca, grande socio di Rcs. Ma pure dei rapporti tra Geronzi e Bazoli, anch’esso socio pesante del Corriere.