Rcs, la Borsa non crede alla «blindatura»

Ricucci non commenta ma fa sapere che la sua strategia non cambia

da Milano

Il mercato non crede alla blindatura del Corriere della Sera. Nella seduta di Borsa chiamata a dare una valutazione sulla norma con la quale il patto di sindacato di Rcs Media Group ha congelato il rischio di un’Opa sul gruppo, il titolo ha chiuso in rialzo del 2% a 5,85 euro, con scambi vivaci pari al 2% del capitale.
All’inizio degli scambi il titolo era debole e perdeva quasi il 2%. Poi, più passavano le ore, più sembrava che il mercato non fosse affatto convinto dell’escamotage trovato dai 15 azionisti del patto, che insieme controllano il 58%, per frenare le mire espansionistiche di Stefano Ricucci, che da solo è arrivato a quota 16 per cento.
Come molti ricorderanno, domenica pomeriggio i partecipanti al patto di sindacato di Rcs (Mediobanca, Fiat, Pesenti, Fonsai, Generali, Della Valle, Pirelli, Intesa, Capitalia, Lucchini, Merloni, Bazoli, Smeg, Edison e Romit) hanno sottoscritto all'unanimità e con efficacia immediata un accordo che attribuisce ai partecipanti stessi un diritto di opzione per l'acquisto, allo stesso prezzo, delle azioni che un altro partecipante decidesse di consegnare a un’eventuale offerta pubblica d’acquisto.
In pratica si tratterebbe di un accordo privato che tende a congelare l’eventuale Opa di Ricucci permettendo ai soci interessati ad aderire di dare i titoli agli altri soci, alle stesse condizioni. In modo che il 58% del capitale rimarrebbe comunque all’interno del patto.
Una soluzione che permetterebbe di dribblare l’articolo 123 del testo unico della finanza, secondo il quale gli aderenti al patto possono recedere di fronte a un’Opa.
Nessuna reazione dal fronte Ricucci, ma molte le perplessità sul mercato. La nuova formulazione del Patto, secondo alcuni addetti ai lavori, non potrà blindare realmente il controllo di Rcs anche in caso d'Opa, perchè deve rimanere comunque intatto il diritto di recesso previsto dalla legge Draghi. Bisognerà però leggere attentamente i contenuti della norma. Dall'incontro del Patto i soci Rcs hanno 5 giorni per il deposito del documento in Consob, dieci per la pubblicazione dell'estratto sui giornali e 15 per il deposito dell'intero documento al Registro delle imprese.
Se per ipotesi nel testo finale risulterà che la vendita agli altri soci in caso di Opa è un obbligo (e non solo una possibilità), la Consob potrebbe intervenire decretando un'Opa obbligatoria. Ma le interpretazioni su questo fronte non sono affatto univoche: i patti del resto sono delle scritture private sulle quali la Commissione non entra d'ufficio nel merito. Il fatto poi che anche un passaggio nel patto di sindacato di Banca Intesa contenga analoghe opzioni call per i soci - si fa comunque notare - non costituisce alcun precedente per la Consob.
Fonti vicine alla Magiste vanno oltre e sostengono che in realtà dopo la riunione del Patto non è cambiato nulla e l'immobiliarista proseguirà nel proposito già annunciato di salire ancora in Rcs avvicinandosi al 20%.