Rcs: Consob vuole chiarezza, ma Ricucci dice no

Per ora nella banca d’affari i francesi sono rimasti fermi. Stabili anche le quote nel gruppo editoriale

Marcello Zacché

da Milano

La Consob interviene su Rcs e Mediobanca. E chiede collaborazione ai loro grandi soci per dare maggiore trasparenza al mercato. Tutti hanno accettato. Tranne uno: Stefano Ricucci. Proprio lui, lo scalatore arrivato fino al 20% di Rcs, e sospettato di muoversi anche in altre importanti partite finanziarie, compresa Mediobanca, non ha aderito all’invito della Commissione guidata da Lamberto Cardia. Una posizione assolutamente legittima, va detto, che però non contribuisce di certo ad andare incontro alle esigenze del mercato.
L’intervento della Consob è avvenuto al termine di una settimana in cui erano state diverse le convulse sedute di Borsa nelle quali i titoli della società editoriale si erano mossi in seguito a indiscrezioni giornalistiche. Era bastato che un giornale scrivesse che Ricucci era pronto a trovare un accordo con i grandi azionisti del patto di sindacato per far crollare il titolo. Mentre quando un altro quotidiano aveva scritto che Ricucci, al contrario, stava pensando a lanciare un’Opa, le azioni si erano impennate, con un’oscillazione del 10% in due giorni.
La Commissione ha chiesto ai soci di Mediobanca e Rcs di comunicare, oltre al superamento delle soglie obbligatorie rilevanti (2, 5, 7,5, 10, 15, 20%), ogni singolo scostamento dell’1%. Inoltre ha chiesto l’autorizzazione preventiva a girare tali informazioni al mercato, cioè di renderle pubbliche. Tutti hanno detto sì. Ma non Ricucci, che ha ritenuto di continuare a rispettare solo i vincoli obbligatori. Quelli facoltativi li lascia agli altri.
In seguito all’operazione è stato dato il primo nuovo aggiornamento, dal quale si vede che le new entry di Mediobanca, Danilo Coppola e Luigi Zunino sono stabili, d'un soffio oltre il 2%. E, a dispetto di speculazioni su manovre da Oltralpe, immobili anche le quote di Vincent Bollorè (quasi 5%) e Groupama (al 4,8% dal 4,9%). Sulla base degli accordi definiti a suo tempo, intanto, prosegue la discesa di Consortium, passata dal 9,9% all'8,2%. Per Rcs, invece, trova ufficializzazione la quota del 20,1% raggiunta da Stefano Ricucci. Mentre non risulta che Pirelli (2,94%), Della Valle (3,023%) e Intesa (3,016%) abbiano esercitato la possibilità di aumentare la loro quota fino al 5%.
Proseguono intanto a rilento i contatti avviati tra soci del patto e l’immobiliarista. E se è ormai sicura la convocazione il 14 luglio del cda Rcs, non è chiaro se per la stessa data sia prevista anche una riunione del Patto. Le ipotesi sul tavolo restano ancora diverse, da quella del socio gradito al Patto pronto a rilevare le quote Ricucci, all’idea ventilata da qualcuno di convincere l’immobiliarista a cedere parte dei propri titoli con un collocamento sul mercato o a fermo.