Rcs, conto alla rovescia per Perricone

Prime ipotesi di assetto manageriale: Biondi resta al vertice della pubblicità

Marcello Zacché

da Milano

Per la fine di questa settimana Rcs dovrebbe avere il nome del suo prossimo amministratore delegato. Antonello Perricone, attuale numero uno della Stampa, è attualmente superfavorito su Paolo Dal Pino (che guida Wind) e Claudio Calabi (Sole 24 Ore). Tanto che un consiglio d’amministrazione potrebbe essere convocato già giovedì 27 o al massimo il giorno dopo. Da cui è atteso un annuncio «a termine»: il nuovo ad arriverà solo a settembre, entro il cda programmato per il 12, in tempo per approvare l’ultima semestrale generata da Vittorio Colao.
Questo dovrebbe essere il percorso che il presidente del gruppo editoriale del Corriere della Sera avrebbe individuato e concordato con i 15 grandi soci del gruppo. Sul nome di Perricone, che si è guadagnato la fama di manager «prodiano» soprattutto per essere stato il candidato del premier per la direzione generale della Rai, Marchetti avrebbe già ottenuto un ampio via libera dai componenti del patto di sindacato. A cominciare, va da sé, da quelli altrettanto vicine a Prodi, quali la Banca Intesa di Giovanni Bazoli, e la Fiat di Montezemolo (che controlla la Stampa). Ma il nome potrebbe andare bene anche a chi, come Tronchetti Provera per Pirelli o come Cesare Geronzi per Capitalia, avrebbero preferito altri nomi (rispettivamente Dal Pino e Calabi). Piuttosto, è stato il ragionamento di Marchetti, condiviso dai soci, è importante fare presto: per evitare a Rcs di passare un’estate di incertezza e per annullare subito il rischio che, avendo molto tempo a disposizione, i 15 soci del «condominio» di via Rizzoli intavolassero pericolose «trattative parallele».
Oltre a un ampio accordo sul nome di Perricone (che alla Stampa potrebbe essere sostituito dall’attuale dg del Sole, Alessandro Bompieri), uomo che conosce bene il mondo della pubblicità avendo lavorato a lungo alla Sipra, Marchetti avrebbe anche individuato l’assetto manageriale ideale per la futura Rcs. Per la posizione chiave di capo della pubblicità, Flavio Biondi resterà al suo posto.
Non era una decisione scontata: proprio su questo comparto Colao aveva operato scelte importanti, rinnovando a fondo le prime linee, fino a entrare in chiara rotta di collisione con Bondi, che era addirittura dato in uscita da molti addetti ai lavori. Altro manager che resta, destinato a crescere, è Giorgio Valerio, già ad di Unedisa (la società editrice madrilena del Mundo, controllata da Rcs), apprezzato per il lavoro svolto in Spagna e ora pronto a ricoprire ruoli importanti in «casa».
Il titolo di Rcs, che si aspetta una rapida scelta per la successione a Colao, ha ieri chiuso in leggera flessione a 3,79 euro.