Rcs in corsa ma Gnutti si chiama fuori

da Milano

Prosegue la febbre da Opa intorno a Rcs che, dopo ver toccato nuovi massimi dall’aprile 2000, archivia la seduta in Piazza Affari in progresso del 3,58% tra scambi per il 2,35% del capitale (sono passati di mano 17,4 milioni di azioni). Il mercato continua quindi a sentire aria di scontro intorno al gruppo editoriale guidato da Vittorio Colao. Tanto che il rincorrersi di voci sull’avvicinarsi di un’Opa ha fatto invertire la rotta al titolo Rcs che in mattinata era partito in flessione dopo la rincorsa della vigilia (più 8,5%). Principale indiziato di un attacco al gruppo, cui fa capo il Corriere della Sera, continua a essere Stefano Ricucci che ha più volte detto di volere portarsi a ridosso della soglia oltre quale scatta l’obbligo di Opa (30% del capitale) rispetto al 18% dichiarato alla Consob. Una scalata, che considerando la capitalizzazione di Rcs (5,15 miliardi), sembra però ardua per Ricucci anche alla luce dell’evoluzione della partita Antonveneta (di cui l’immobiliarista controlla quasi il 5% ora sotto sequestro). Dubbi sulle reali disponibilità finanziarie di Ricucci cui si somma la presa di distanza del patron di Hopa, Emilio Gnutti, che ha negato di avere azioni Rcs. Ma, complice un flottante scarso, Via Solferino è da tempo terreno fertile per i fondi speculativi.