Rcs, la crisi porta ai primi tagli in Spagna

Verso la riduzione del numero di dirigenti, soprattutto nel gruppo Recoletos. Pesenti: «Nessun cambiamento ai vertici»

da Milano

Nel prossimo consiglio d’amministrazione, lunedì 16, Rcs Media Group varerà un piano di tagli di personale. L’iniziativa, studiata in questi ultimi mesi, riguarderà l’area dei dirigenti del gruppo, sia in Italia, sia soprattutto in Spagna. Non è previsto invece alcun intervento sul personale giornalistico o grafico, né in Italia né all’estero. Mentre è previsto un forte giro di vite sui collaboratori.
La convocazione del cda era già in calendario, ma la situazione delicata dei conti del gruppo editoriale del Corriere della Sera ha consigliato di anticipare a lunedì un «aggiornamento sull’andamento, sulle linee e sulle prospettive gestionali relative all’esercizio 2008», originariamente in calendario per il 6 agosto con la semestrale. Il linguaggio della nota di Rcs, tradotto, significa sia un controllo sul piano industriale (qualcuno ipotizza il taglio di alcuni obiettivi), sia il varo di un progetto di contenimento dei costi. Ed è quest’ultima linea di azione che in questi mesi è diventata la priorità per l’ad Antonello Perricone.
Dopo aver chiuso il primo trimestre in «rosso» per 18,6 milioni a causa del calo dei ricavi diffusionali di periodici, del Corriere e dei prodotti collaterali, ma anche degli oneri finanziari indotti dai debiti contratti per l’acquisizione del gruppo editoriale spagnolo Recoletos, Rcs ha subito un’erosione continua del valore dei suoi titoli in Borsa. Fino agli 1,65 euro di ieri (in calo del 4,4% per il timore della revisione dei target di bilancio), che corrispondono a una perdita del 35% dall’inizio dell’anno, e del 58% dal livello 4 euro al quale era avvenuta, un anno fa l’acquisizione di Recoletos.
L’acquisto del gruppo spagnolo, per il quale Rcs ha sborsato 817,4 milioni al netto di altri 272 milioni di debiti, è stata l’operazione-bomba con cui Perricone, e il presidente Piergaetano Marchetti hanno messo le basi per la crescita e la diversificazione, nella carta stampata e nella televisione, puntando alla fusione con Unedisa in Spagna e all’aggressione dei mercati sudamericani. Peccato, però che la Spagna è appena entrata in una fase di rallentamento economico tanto forte quanto lo era stata, fino all’anno scorso, la fase di espansione. E ora Rcs si trova a pagare il conto più salto che si potesse immaginare. Anche perché il settore editoriale, in Spagna come in Italia, è tra quelli più esposti alla crisi economica. Di qui la necessità di tagliare e forse di nominare un nuovo top manager a Madrid.
Il momento critico di Rcs non avrà però ripercussioni sui vertici: «No, assolutamente no», ha detto ieri il presidente del patto di sindacato, Giampiero Pesenti. Che ha anche sgombrato il campo su una imminente riunione dei grandi soci: «Non ancora», ha detto, precisando che semmai dovesse esserci sarà «comunque più in là, non prima del cda di lunedì». Perricone resta dunque saldo alla guida del gruppo, così come Marchetti e lo stesso direttore del Corriere, Paolo Mieli. Anche se l’impressione è che, dopo l’estate, il dibattito sul management operativo potrebbe aprirsi. Specialmente se di qui ad allora non si dovessero vedere inversioni all’attuale tendenza.