Rcs, via libera ai tagli La crisi non cambia gli obiettivi del 2008

da Milano

Il cda di Rcs di ieri non ha cambiato, come gli investitori temevano, gli obiettivi del piano industriale triennale della casa editrice del Corriere della Sera. Ma, secondo una nota ufficiale della società, dopo aver «esaminato, alla luce degli ultimi dati disponibili, l’andamento della gestione e le previsioni sull’evoluzione della stessa», ha anche fatto qualcosa di più e di nuovo: ha «espresso vivo apprezzamento per gli interventi di contenimento dei costi in tutte le varie componenti predisposti e messi in atto dal management del gruppo».
Si tratta di tagli che, secondo quanto anticipato dal Giornale, riguarderebbero l’area dei dirigenti del gruppo, in Italia ma soprattutto all’estero, in Spagna, dove l’integrazione tra Recoletos e Unedisa genererà vari esuberi. Anche perché le difficili condizioni dell’economia spagnola stanno rendendo la vita difficile proprio al settore dei media. I tagli riguarderebbero anche il settore dei collaboratori di Rcs. Complessivamente i risparmi che il management guidato dal presidente Piergaetano Marchetti e dall’ad Antonello Perricone sarebbero nell’ordine di qualche decina di milioni di euro.
Anche alla luce di questi interventi, prosegue la nota ufficiale di Rcs, i manager hanno confermato «di confidare, allo stato delle conoscenze attuali, di raggiungere nel 2008 risultati correnti operativi sostanzialmente a tenuta rispetto all’anno precedente». In Borsa le azioni della holding editoriale hanno recuperato dopo le vendite della scorsa settimana, chiudendo in rialzo del 3,8% a 1,686 euro.
Il cda di Rcs, che si è riunito ieri mattina per oltre due ore e mezza nella sede di via Solferino, «non ha ritenuto, allo stato, di modificare le linee di fondo e gli obiettivi del piano industriale in essere» e ha ribadito «l’impegno strategico al perseguimento dello sviluppo di tutte le sinergie derivanti dalla multimedialità e della ricerca di una sempre maggior qualità ed efficienza in ogni area del gruppo che il management persegue e perseguirà con il pieno appoggio del consiglio».
Rcs Media Group ha chiuso il primo trimestre dell’anno con una perdita netta pari a 18,6 milioni, rispetto a un risultato positivo per 16,9 milioni dello stesso periodo del 2007.
La scorsa settimana Perricone, a margine dell’assemblea Upa, aveva affermato che «è oggettivamente sotto gli occhi di tutti» che ci sia stata una frenata degli investimenti pubblicitari e che la visibilità per il resto dell’esercizio è «scarsissima, nessuno è in grado di fare previsioni oltre un mese o due».