Rcs? «Nessun contatto tra il patto e Ricucci»

Bazoli: «La clausola anti Opa è valida. La Consob ha espresso un’opinione»

da Milano

Si è parlato anche di Rcs, ieri alla presentazione del piano d’impresa di Banca Intesa. E forse non poteva essere diversamente vista la contemporanea presenza di due membri del patto di sindacato che governa il 58% della società editrice del Corriere della Sera: Corrado Passera, in rappresentanza di Intesa, e Giovanni Bazoli per Mittel. E Bazoli è stato chiaro: «Non mi risulta l’esistenza di trattative tra Ricucci e il patto di sindacato», ha detto a chi gli chiedeva dell’imprenditore romano, salito oltre il 20% di Rcs. Mentre sul recente “codicillo” introdotto dal patto per blindare il patto in caso di Opa (impegna ogni aderente a offrire le azioni agli altri pattisti anziché all’Opa) e bocciato da Consob, Bazoli ha detto che la Commissione ha dato «una sua opinione». Ma la clausola «rimane in piedi» ed «è assolutamente pacifico che rimane valida». Bazoli ha sottolineato che se un membro del patto intende avvalersi della procedura di fronte a un’Opa, «questa libertà non può essere confiscata da alcuna norma». No comment, invece, sulle dichiarazioni del segretario Ds, Piero Fassino, che ha recentemente detto che nel capitale di una società un immobiliarista vale un costruttore di auto purché sia trasparente: «Un commento sarebbe inappropriato», ha detto Bazoli. Il rischio che i patti tra soci mostrino vieppiù la loro fragilità non vale per Intesa. Su questo Bazoli ha ostentato grande serenità: «I nostri azionisti sono un punto di forza, due categorie ideali: una banca (Crédit Agricole, ndr) e una grande assicurazione (Generali) con le quali fare anche operazioni in comune. E le Fondazioni (Cariplo, Cariparma) che svolgono un ruolo fondamentale».