Rcs: il patto si rafforza, Della Valle al 4,3%

Pier Giorgio Romiti: «Non c’è fretta di vendere». L’interesse di Francesco Merloni

Massimo Restelli

nostro inviato a Cernobbio

Più che un intento, un obiettivo (quasi) realizzato: quando giovedì annunciava la disponibilità ad arrampicarsi fino al 5% di Rcs, Diego Della Valle era a metà dell’opera. In agosto Mr Tod’s ha infatti messo mano due volte al portafoglio per arrotondare dal 3% al 4,345% il proprio impegno nella holding guidata da Vittorio Colao. La mossa, unita alle opzioni nelle mani di Intesa e Pirelli, spinge il patto di sindacato di Rcs dal 58% al 62% del capitale riducendo così le possibilità di Stefano Ricucci (20%), che da qualche giorno è sotto la lente della procura per aggiotaggio. L’investimento «si inquadra in una logica di investimento di lungo periodo, tenuto conto delle ottime potenzialità industriali della società», ha precisato in serata lo stesso Della Valle confermando la propria attenzione al business editoriale: da quando siede tra i soci stabili difficilimente diserta una riunione del Cda.
La mossa di Della Valle (Rcs ieri ha perso il 2,1% a 5,4 euro; 6,7 euro il massimo toccato il 2 agosto) sembra andare a braccetto con quella di Intesa e Pirelli che hanno ottenuto, rispettivamente il 12 e 3 agosto, delle opzioni di acquisto su un ulteriore 1,2% di Rcs grazie alle quali si porterebbero al 4,2% e al 4,163% di Via Solferino. Gli accordi siglati lo scorso anno autorizzano entrambe a spingersi fino al 5% ma tale possibilità rimane al momento sulla carta. «Per ora ci teniamo l’opzione» ha detto l’amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera. «Abbiamo un’opzione, vedremo se esercitarla. Al momento no» ha sottolineato il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera.
L’attenzione si sposta ora al 14 settembre, quando subito prima del Cda per la semestrale, si riunirà il patto di sindacato. Sul tavolo ci sarà la sistemazione del residuo 1% messo in vendita da Gemina, ha confermato il presidente del patto parasociale e di Italmobiliare, Giampiero Pesenti precisando che sarà anche l’occasione per fare il punto sull’azienda. Poco dopo l’amministratore delegato di Gemina, Pier Giorgio Romiti, ha però detto di non avere «tutta questa fretta» di uscire dal capitale e di non aver mai incontrato Ricucci.
Secondo le attese la quota dovrebbe essere ripartita tra gli altri soci che siedono nella stanza dei bottoni della holding editoriale. Il presidente di Edison, Umberto Quadrino, si è chiamato fuori mentre interessato alla partita pare essere Francesco Merloni, che ha ricordato come tra le questioni da affrontare dotrebbe esserci anche la sostituzione di Natalino Irti nel consiglio di amministrazione.
Sul fronte politico è stato serrato il botta e risposta tra Luciano Violante e Guido Crosetto. «È evidente che dietro c’è Berlusconi» ha detto il capogruppo Ds alla Camera al quotidiano online Affaritaliani.it riferendosi alla scalata su Rcs. Secca la risposta di Crosetto (Fi): «False», prima di tutto, le dichiarazioni di Violante su Rcs: «D’Alema e Violante lo sanno benissimo. Se il gruppo guidato da Ricucci si è servito come consulente di Ubaldo Livolsi non si può dire che siccome ha lavorato in passato per Berlusconi allora lo sta facendo anche adesso».