Rcs, perdite doppie, nuovi tagli per altri 50 milioni

Perdita in aumento nel primo semestre per Rcs. La società editrice, tra l’altro, del Corriere della Sera ha chiuso i sei mesi con un passivo pari a 19,5 milioni contro i 9,8 registrati nello stesso periodo 2010 mentre i ricavi sono stati pari a 1,03 miliardi. E non manca la maretta sul fronte dei soci, con Diego Della Valle che ha ieri insistito nel voler maggiore libertà per muoversi all’interno o fuori dal patto di sindacato che riunisce il 63% del capitale. Ma nessuno dei grandi soci lo appoggia. E così restando le cose, per ogni modifica bisognerà aspettare la scadenza naturale dell’accordo, nel 2014.
A pesare sui conti la crisi in Spagna dove Rcs possiede Unidad Editorial, la casa editrice del quotidiano El Mundo. «Il mercato pubblicitario spagnolo ha visto recentemente aggravarsi il trend negativo già evidenziato, con previsioni peggiorative per l’intero comparto. Inoltre a partire da maggio la raccolta pubblicitaria sui mezzi televisivi ha avuto un ulteriore importante calo». Tanto che Rcs ha sospeso le trasmissioni dei suoi canali tv. Inoltre, dato che, anche in Italia, il mercato resta incerto e che i soci del patto, che si è riunito dopo il cda per esaminare i conti, non sembrano particolarmente intenzionati a mettere mano al portafoglio per un aumento di capitale, la società ha deciso un ulteriore taglio dei costi per 50 milioni che si vanno a sommare a quelli già previsti dal piano triennale elaborato dall’ad, Antonello Perricone. Per questo Rcs confida che l’esercizio in corso si chiuda in un margine lordo «in linea rispetto al 2010». Quanto ai ricavi, quelli pubblicitari sono stati pari a 380,6 milioni, in linea con i primi sei mesi del 2010, mentre quelli diffusionali, scendono a 505 milioni. L’indebitamento è pari a 967,6 milioni (970,8 a fine 2010). Esaminando i risultati per singola area, i quotidiani Italia hanno registrato un margine (ebidta) di 50,6 milioni (56,2 nel primo semestre 2010) su ricavi per 328,3 milioni (+1,2%). Ebitda negativo per l’area libri (-0,3 milioni contro un milione) e anche i periodici (-0,2 milioni da +1,2. Le decisioni più rilevanti, come la possibile svalutazione della controllata spagnola, saranno prese in sede di chiusura del bilancio annuale. Poco mosso il titolo in Borsa: -0,62%.