Rcs, la Procura insegue Ricucci in Borsa

Il fascicolo assegnato allo stesso Pm che seguì la vicenda dei bond Cirio e il crac delle società di Cragnotti

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Decolla l’inchiesta sulla scalata a Rcs compiuta dall’immobiliarista Stefano Ricucci. Da quanto risulta al Giornale è la procura di Roma a formalizzare il primo atto d’indagine chiedendo a Borsa Italiana di fornire tutta la documentazione sugli acquisti e vendite del titolo del Corriere della Sera. Il periodo preso per ora in considerazione dagli inquirenti parte dal primo gennaio del 2005. In particolare, il procuratore aggiunto Achille Toro ha chiesto di conoscere gli estremi di tutta la movimentazione sul flottante con particolare attenzione alle compravendite operate dal gruppo Ricucci e da società di diritto estero a lui direttamente o indirettamente riconducibili. La richiesta sul gruppo Magiste avanzata a metà settimana punta a verificare soprattutto se a tutte le numerose e progressive informazioni offerte da Ricucci al mercato corrispondano analoghe movimentazioni dell’azionariato.
Dopo un incontro con il procuratore capo Giovanni Ferrara, Toro ha ritenuto di portare avanti questa inchiesta ancora contro ignoti, ipotizzando i reati di aggiotaggio manipolativo e informativo. La seconda scelta di Toro riguarda l’assegnatario del fascicolo. Il procuratore aggiunto ha infatti deciso di co-assegnarlo a Rodolfo Sabelli, magistrato di sua fiducia. Sabelli, infatti, con Toro e i pm Tiziana Cugini e Gustavo De Marinis, faceva infatti già parte del Pool costituito per seguire le indagini sul crac Cirio di Sergio Cragnotti. Sabelli, inoltre, ha appena concluso il processo ai soci del consorzio Blu, accusati di presunte irregolarità nell’ambito della partecipazione alla gara per le licenze Umts. Processo, in verità, che non è finito come volevano i Pm romani, visto che gli imputati, lo scorso 20 luglio, sono stati tutti assolti.
Acquisiti gli atti da Borsa Italiana, gli inquirenti andranno a verificare le vendite e gli acquisti del gruppo Magiste, allargando poi gli accertamenti anche ad altri soggetti. Su questo fronte però la procura di Roma dovrà raccordarsi con i colleghi milanesi visto che anche loro hanno intenzione di approfondire il capitolo Rcs, società quotata nel capoluogo lombardo. Al momento non ci sarebbero stati ancora dei contatti, nemmeno informali, tra le due procure ma fonti attendibili ritengono facile ipotizzare una riunione sul tema già a settembre. Al rientro dalle vacanze, visto che molti magistrati di entrambe le città, a iniziare proprio dai procuratori aggiunti Toro e Francesco Greco. A Milano, ora si cerca di minimizzare l’interesse investigativo verso Rcs, ma una serie di elementi vanno in direzione nettamente contraria. È stata lo stesso gip Clementina Forleo a scrivere che «già dal tenore delle prime conversazioni - si legge nel provvedimento di sequestro delle azioni Antonveneta - emergeva chiaro che sia nelle operazioni finanziarie concernenti la Antonveneta, sia in quelle concernenti la Bnl e la Rcs venivano concertate e occultate ulteriori iniziative di “rastrellamento” di azioni di dette società».
Compratore numero uno è stato ovviamente Ricucci, anche se alcune intercettazioni andrebbero forse approfondite. Ad esempio quelle che riguardano i rapporti Ricucci, Fiorani e il costruttore romano Domenico Bonifaci. Sembra infatti che l’affare al quale il banchiere di Lodi allude in una conversazione con Ricucci, trascritta nel provvedimento della Forleo, non riguardi Rcs ma l’acquisto di una villa da 25 milioni di euro ai Parioli che il proprietario di Magiste acquistò da Bonifaci, concludendo l’affare agli inizi dello scorso luglio.
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