Rcs punta sul web: Opa «economica» per conquistare Dada

Offerta «obbligatoria» a 12,75 euro contro un prezzo di Borsa di 14. I fondatori restano soci e manager. Raddoppia l’utile trimestrale

Marcello Zacché

da Milano

Colpo «gobbo» per Rcs, che lancia l’offerta pubblica di acquisto su Dada, internet company che controlla il portale Supereva. L’Opa riguarda il 43,7% del capitale e partirà il 9 dicembre. Ma ai soci verranno offerti 12,75 euro per azione, il 9% in meno ai 13,9 euro della chiusura di ieri. Rcs lancia infatti un’Opa «obbligatoria», che scatta dopo il superamento del 30% del capitale, e che prevede un prezzo minimo pari alla media tra il prezzo più alto pagato da Rcs e la media dei corsi di Borsa degli ultimi 12 mesi (10 euro). Il risultato sono i 12,75 euro offerti da Vittorio Colao, ad di Rcs. Il superamento del 30% è avvenuto ieri, dopo che Rcs ha aggiunto alla quota storica del 15,4%, un ulteriore 8,2%, rilevando opzioni call su altri due pacchetti del 9,2% e dell’8,8%. Il totale fa 41,6%.
Rcs ha anche annunciato di aver costituito un patto parasociale con i fondatori di Dada, titolari del 14,7%: Paolo Barberis, Angelo Falchetti, Alessandro Sordi, Jacopo Marello e Marco Argenti. Che resteranno manager del gruppo: «È nostra intenzione - ha detto Colao - preservare la piena autonomia di questo gruppo di imprenditori».
Le quote dei due gruppi, sommate, danno il 56,3% di Dada, mentre oggetto dell’offerta resta la quota rimanente del 43,7%. Il colpo è abbastanza «gobbo» perché per acquisire il controllo di Dada, che capitalizza 221 milioni, Colao ne sborsa 54. Come? È presto detto: il 15% era già in portafoglio, mentre per l’8,2% sono stati pagati 18,5 milioni (14,27 euro per azione) e per l’esercizio delle opzioni sull’altro 18% sono stati investiti 35,2 milioni (14,3 euro per azione, al lordo di un premio). Ed è improbabile che l’esborso sia destinato a lievitare perché è difficile che i piccoli azionisti vendano a Colao a 12,75 quello che in Borsa, almeno fino a ieri, valeva 14. Si vedrà, ma in ogni caso Colao ha dichiarato di voler mantenere la società in Borsa.
Di certo l’operazione mette a nudo, una volta di più, la debolezza della norma sull’Opa obbligatoria, che consente di pagare un certo prezzo agli azionisti di serie A, un altro, inferiore e fuori mercato, a quelli della B. In questo caso in serie A ha giocato il gruppo Monrif-Poligrafici, che ha ceduto le azioni a Rcs portando a casa una plusvalenza di 27,4 milioni.
Rcs ha anche annunciato ieri i risultati della trimestrale. L’utile netto è stato di 179,6 milioni, 102,5 in più dell’anno scorso. I ricavi netti si sono portati a 1.570,5 milioni, in crescita di 9 milioni. Il titolo si è un po’ ripreso, chiudendo sopra i 4 euro.