Rcs, Ricucci ai giudici: «Nessun reato sui titoli»

Dodici pagine di memoria difensiva per respingere le accuse di aggiotaggio

da Roma

Una dozzina di pagine per dare la sua versione sulla scalata alla Rcs e per rivendicare la sua estraneità da qualsiasi ipotesi di aggiotaggio informativo e di ostacolo alle attività degli organi di vigilanza. Si è affidato a questo atto, oltre ad una consulenza della Deloitte & Touche, Stefano Ricucci, l'immobiliarista romano finito nel mirino degli inquirenti capitolini per la scalata al principale gruppo editoriale italiano, un anno fa. Ricucci è tornato oggi davanti ai pm romani dopo oltre tre mesi dal primo interrogatorio.
Ma se in quell'occasione si parlò anche della gestione dei fondi del presidente di Confcommercio, quello di oggi è stato un atto istruttorio dedicato solo ed esclusivamente alla vicenda Rcs. Due ore di audizione nel corso delle quali l'immobiliarista ha ricostruito le tappe delle oscillazioni del titolo Rcs in Borsa sottolineando che le sue attività finanziarie non hanno influito minimamente sugli sbalzi di piazza Affari. L'interrogatorio di Ricucci era cominciato con quasi un'ora di ritardo a causa di una fuga di notizie sul suo arrivo in procura che aveva irritato i due difensori dell'indagato: Luigi Fischetti e Grazia Volo.
Quella su Rcs non è l'unica inchiesta romana nella quale è coinvolto Ricucci. L'immobiliarista è coinvolto negli accertamenti sulla gestione di Sergio Billè dei fondi di pertinenza del presidente della Confcommercio. Ricucci, in particolare, è indagato insieme con lo stesso Billè ed un’altra dozzina di persone per concorso in appropriazione indebita. Tra le operazioni finite nel mirino degli inquirenti c'è l'acquisto di un immobile in via Lima di proprietà di Ricucci e destinato a diventare la nuova sede dell'associazione di categoria dei commercianti. Per quel contratto, Billè anticipò 39 dei complessivi 60 milioni previsti per la cessione del palazzo ancor prima di entrare in possesso dell'immobile.
Denaro, sospettano i magistrati della capitale, che Ricucci avrebbe utilizzato per il tentativo di scalata a Rcs. La conseguenza degli accertamenti fu il sequestro dei 39 milioni oltre ad opere d'arte trovate nell'abitazione di Billè. A piazzale Clodio Ricucci, infine, è indagato anche per false fatturazioni e falso in bilancio nell'ambito di un'altra indagine riguardante la Magiste.