Rcs, Ricucci all’angolo Bpi studia la vendita

da Milano

Divo Gronchi prende le redini di Banca Popolare Italiana. Sul tavolo del neodirettore generale, insediatosi oggi, non potrà mancare il dossier Rcs che vede la banca esposta verso Stefano Ricucci a fronte di un pegno sul 14,9% del gruppo editoriale. Fallita la scalata a Rcs, l’immobiliarista è da tempo alla ricerca di un compratore ma si starebbe ora pensando a costruire un’operazione sui derivati che permetta di collocare la quota attutendo l’impatto della vendita sulle quotazioni. Un’ipotesi di lavoro che secondo indiscrezioni sarebbe stata vagliata da Bpi e vedrebbe scendere in campo altri istituti che siedono nel patto di sindacato Rcs: circolano i nomi di Intesa e Capitalia. I soci stabili di Rcs riuscirebbero così a sistemare il 21% nelle mani di Ricucci ristabilendo nel contempo un flottante adeguato. Da parte sua l’immobiliarista, affiancato da Ubaldo Livolsi come consulente, farebbe invece fronte alla linea dura adottata da Bpi nell’ultimo consiglio di amministrazione. Resta però il nodo del prezzo su cui montare l’operazione vista la caduta di Rcs in Borsa (4,3 euro la chiusura di venerdì), molto lontano dai 5,2 euro in carico all’immobiliarista.
Mediobanca, socia al 14,2% di Rcs (di cui il 13,4% vincolato al patto) ha già preso le distanze dalle indiscrezioni che nei giorni scorsi indicavano un ruolo nel collocamento di un bond Bpi convertibile in azioni Rcs, possibile strumento per risolvere i rapporti fra la banca di Lodi e Ricucci.