Rcs: la scommessa di Perricone sul nuovo «Corriere»

Il quotidiano cambia il formato da novembre. Non è in vendita il 10% della Poligrafici

da Milano

Antonello Perricone difende il suo piano industriale, accolto freddamente dalla Borsa venerdì scorso, quando è stato presentato al consiglio d’amministrazione di Rcs. «Alcuni lo giudicano poco aggressivo dal punto di vista della redditività - ha detto ieri il manager palermitano illustrandolo agli analisti finanziari -. In realtà lo è molto sui contenuti e sulle strategie. Ed è un piano ambizioso nelle integrazioni delle diverse attività del gruppo».
Dal punto di vista finanziario, Rcs Mediagroup prevede di raggiungere a fine 2010 ricavi per circa 3,3 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto ai quasi 2,7 miliardi fatturati lo scorso anno. Il risultato operativo è atteso a 346 milioni, in miglioramento del 6% rispetto ai 274 milioni del 2006 e con un’incidenza sui ricavi pari al 10,5%, contro il 10,2% dello scorso anno. Il margine operativo lordo è stimato nel 2010 a 454 milioni (+30% rispetto al 2006 e pari al 13,8% dei ricavi di fine piano): il 16,5% realizzato dall’area italiana dei quotidiani (Coriere della Sera, Gazzetta dello Sport e City), il 22,8% dalla controllata spagnola Unidad Editorial, per il 10,5% dal comparto periodici e per il 10,2% dal segmento libri.
Questi numeri, snocciolati all’interno di linee strategiche complessive da Perricone con il direttore finanziario Riccardo Stilli e con la responsabile dello sviluppo Barbara Poggiali, hanno sortito un effetto migliore sugli investitori di quanto non abbiano fatto la scorsa settimana: il titolo, che ieri è arrivato a guadagnare il 2,15%, ha chiuso a 4,2 euro, con un aumento finale dello 0,30 per cento. Nell’incontro con la stampa l’amministratore delegato ha ricordato come nei progetti per il triennio 2008-2010 restino centrali i brand di prestigio: per esempio i quotidiani, risorse imprescindibili del gruppo.
«Stiamo compiendo - ha spiegato a questo proposito l’amministratore delegato - tutti gli sforzi possibili per migliorare la redditività, usando ogni leva a disposizione. Sforzi rivolti in particolare al Corriere della Sera, alla Gazzetta dello Sport e, in Spagna, a El Mundo».
Perricone ha tenuto a sottolineare come la struttura manageriale, rappresentata anche dal direttore generale dell’area quotidiani Giorgio Valerio, abbia fatto il massimo per porre rimedio al calo di copie del Corriere successivo all’endorsement dell’8 marzo 2006 favorevole al centrosinistra: «Siamo con la coscienza a posto», ha detto ricorrendo a un’espressione gergale. Per il quotidiano di Via Solferino, sono confermati nel 2008 nuovi dorsi locali, oltre a quello imminente di Firenze: per ora non si sa in quali città. Una curiosità relativa al nuovo formato in via di definizione: a novembre le tipografie riusciranno a realizzare il 65% delle copie, mentre bisognerà attendere la fine del gennaio 2008 perché gli impianti stampino così il 100% delle copie.
Sotto il profilo del perimetro aziendale, l’amministratore delegato ha precisato che Rcs non «è interessata ai magazine del gruppo Hachette Rusconi», né alla manualistica scolastica dei francesi di Editis. Inoltre, Perricone ha detto di non avere ricevuto alcun mandato per la dismissione del 10% posseduto in Poligrafici Editoriale.