Rcs, Della Valle attacca ancora Geronzi

Diego Della Valle porta la battaglia contro Cesare Geronzi direttamente in casa Rcs. L’occasione è stata offerta dal consiglio di amministrazione del gruppo editoriale, dove l’imprenditore marchigiano ha di nuovo accusato il presidente delle Generali di voler decidere sulle sorti di Rcs senza coinvolgere i consiglieri e gli altri grandi soci. Geronzi non ha potuto replicare perché non siede nel board. A questo punto si vedranno gli sviluppi nella riunione del patto di sindacato in agenda mercoledì prossimo: l’accordo parasociale blocca il 65% del capitale. Il clima però è stato già stemperato da una espressione di fiducia unanime dei consiglieri a proposito del direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli. Giovedì Bazoli si era peraltro fatto garante delle status quo di Via Solferino sottolineando che, malgrado l’attacco di Della Valle, il clima tra i grandi soci è «sereno».
Sul tavolo del board, trascinatosi per circa due ore (assente Giuseppe Rotelli), c’erano i conti preconsuntivi: nel 2010 il gruppo guidato da Antonello Perricone ha spinto il fatturato a 2,25 miliardi (+2,2%), grazie alla crescita dei ricavi pubblicitari (+7%), alla sostanziale tenuta di quelli editoriali e al buon andamento dell’area libri, che compensa la battuta d’arresto dei prodotti collaterali in Italia e della Spagna. Migliora anche l’indebitamento finanziario netto (971 milioni) così come il piano di ristrutturazione in corso ha permesso a Rcs di superare gli obiettivi portando benefici complessivi per 226 milioni, fondamentali per il gruppo nel fronteggiare la pesante crisi di settore degli ultimi anni. Positivo anche il margine operativo lordo (197,8 milioni). Nel pomeriggio il cdr del Corriere ha intanto firmato un accordo sulla multimedialità che sarà oggetto di un referendum all’inizio della prossima settimana. La controllata Dada, ha poi deciso di vendere la divisione Dada.net aprendo una trattativa in esclusiva con Buongiorno. Il presidente e fondatore Paolo Barberis ha lasciato l’azienda in aperto disaccordo e ha ceduto le proprie quote. Il pacchetto è passato a Rcs (a 8,9 euro per azione) che è così salito dal 54,63% al 59,74% di Dada. Il gruppo Rcs conta che la prevista cessione di Dada.net consenta di centrare gli obiettivi prefissati e quindi esclude allo stato di dover cedere l’intera partecipazione detenuta nella società.