Il re della canoa minaccia il feudo della Lombardia in mano agli eredi del Pci

SPRECHI Negli ultimi 2 anni l’associazione culturale locale ha bruciato 2 milioni di euro e ha realizzato zero mostre

nostro inviato a Cremona

Sarà la pagaiata più lunga e faticosa della carriera di Oreste Perri, ex campione mondiale di canoa in corsa per un posto da sindaco, personaggio popolarissimo lanciato alla conquista di un nuovo record: strappare il comune di Cremona al centrosinistra che lo governa da decenni. Perri ci crede, è perfino pronto a lasciare il posto di commissario tecnico, e il centrodestra è salito sulla sua canoa.
Secondo quanto ha scritto l’Unità, Cremona sarebbe tra le «uniche Province certe per il centrosinistra» con Torino e Venezia. Ma secondo gli ultimi sondaggi anche Cremona è tra color che son sospesi. L’ultima roccaforte «rossa» in una Lombardia saldamente in mano a Pdl e Lega sente l’avanzata del centrodestra. Che schiera due candidati finora estranei alla politica: Perri appunto, un plurimedagliato che incarna serietà ed entusiasmo, e per la Provincia Massimiliano Salini, un trentaseienne ex compagno di scuola del ministro Mariastella Gelmini, consulente aziendale.
Proprio Salini ha acceso le polveri della competizione rivelando al Giornale una telefonata fattagli da Luciano Pizzetti, uomo forte del Pd a Cremona, responsabile nazionale del partito per il Nord Italia ed ex segretario regionale Ds. «A nemmeno 24 ore dalla mia designazione Pizzetti mi chiama – ha raccontato Salini –. Complimenti a parte, lui e tanti suoi amici sono preoccupati davanti alla sventura di un altro governo provinciale con Torchio & company. Sanno che dietro il faccione che spunta dai manifesti non ci sono contenuti».
Giuseppe Torchio è l’attuale numero uno della Provincia di Cremona, un ex democristiano approdato al Pd via Margherita. Una vecchia volpe della politica locale, il quale gode dell’appoggio delle organizzazioni agricole (che in quella fetta di pianura Padana restano fortissime). Pizzetti ha negato la telefonata, Salini ha confermato, ma è stato il «gong» per il combattimento tra un centrosinistra terrorizzato e un centrodestra arrembante: alle politiche di un anno fa superò il 46%, ora è dato vicino al cinquanta.
Torchio in Provincia fa il paio con Gian Carlo Corada, sindaco in carica del capoluogo, anch’egli Pd, anch’egli protagonista di lunga data della scena politica, professore di storia e filosofia che fece in tempo ad avere la tessera del Pci. Due professionisti dell’amministrazione pubblica contro due simboli del rinnovamento. Pizzetti aveva capito da tempo i rischi che corre il suo partito, tanto che lo scorso autunno aveva tentato una carta quasi disperata: lanciare un candidato sindaco alternativo a Corada. Il nome nuovo doveva essere quello di Pier Paolo Beluzzi, cattolico, moderato, giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cremona, un giovane magistrato marito di una consigliera provinciale del Pdl. Corada fece fuoco e fiamme ottenendo almeno le primarie; Maurizio Martina, segretario regionale Pd, implorò entrambi di ritirarsi per evitare guerre fratricide; il passo indietro lo fece il solo Beluzzi, travolto da dispute che era impreparato ad affrontare.
Corada e Torchio tentano dunque il bis. Confronto duro, soprattutto per Torchio, sul quale negli ultimi giorni si è aperto un fronte polemico che riguarda la gestione dell’Apic, l’Associazione promozione di iniziative culturali di cui egli è presidente (il suo predecessore era stato Corada, ora vicepresidente). Un ente non riconosciuto che naviga in profondo rosso nonostante i soci si chiamino Provincia, Camera di commercio, Comuni di Cremona, Crema e Casalmaggiore. «Mi risulta – dice Maurizio Borghetti, assessore a Crema e candidato Pdl alle provinciali – che la Provincia abbia versato all’Apic 611.850 euro nel 2007, 964.000 nel 2008 e 406.120 dal 1° gennaio al 28 aprile 2009. Due milioni di euro in due anni, ma a me consta che il deficit 2008 sia di 516mila euro. La situazione finanziaria è così grave che gli ultimi due bilanci non sono stati resi noti e dal tribunale sono arrivati decreti ingiuntivi che impongono di pagare i creditori». Dall’Apic replicano che si tratta di due clienti con i quali è aperto un contenzioso.
L’associazione organizzò, tra l’altro, grandi rassegne su Brueghel, Parmigianino, De Chirico. Eppure, a fronte di versamenti così generosi, da anni l’Apic è immobile: dal sito internet risulta che l’ultima mostra allestita risale al 2006 e non sono in corso eventi. Il consigliere provinciale Cristina Manfredini (Ds) pose il problema in Commissione cultura nel 2006: «Se l’Apic deve disperdersi nel tempo poco alla volta perché non ci sono risorse, sarebbe bene saperlo», disse. Torchio rispose ammettendo di aver «frenato sui grandi eventi per far quadrare il bilancio» e che «per il futuro più di quanto in programma non si può pensare».