IL RE DEI BLOGGER 4 D’AGOSTINO

«Non ci si crede, tutto questo casino per una cosa così...».
Roberto D’Agostino, «deus ex machina» di Dagospia e collezionista di scoop e querele. Non mi sembra troppo scandalizzato dalla vicenda.
«Assolutamente no».
Ma che un direttore di una testata come il Tg3 minacci di querela un sito web per far sparire una notizia scomoda non la stupisce per nulla?
«Mah, mi colpisce più che altro il comportamento della Berlinguer. Forse doveva pensarci meglio prima di fare il direttore».
In che senso?
«Intendiamoci: quello pubblicato da “Notapolitica” era ben poca roba. Ma quale dossier! Era una raccolta di lamentele anonime sulla sua gestione del tg, un chiacchiericcio da dopo lavoro redazionale. Ora, di che si lamenta la Berlinguer? Che non lo sapeva che il problema principale di un direttore è proprio le gestione dei suoi stessi giornalisti? Che per ogni nomina che fai crei cento scontenti e un ingrato?».
Evidentemente però la Berlinguer considera questo «Libro Bianca» parecchio scomodo, visto l’impegno profuso per farlo sparire...
«Ha avuto certamente una reazione esagerata. Però anche quelli di “Notapolitica” dovevano stare più attenti...».
Beh, loro non hanno fatto altro che rendere pubblico un documento di cui erano riusciti a entrare in possesso. Non è questo l’obiettivo di ogni testata? Fare arrivare le notizie al pubblico?
«E mi dice al “pubblico” che gli può fregare delle beghe interne al Tg3? Con tutto quello accade oggi in Italia?»
Insomma lei questo materiale non lo avrebbe pubblicato.
«Senza condizionale. Io non l’ho pubblicato, punto. Perché l’ho avuto anche io tra le mani, sa?»
E lo ha cestinato.
«Certo. Gestire un sito web non equivale mica a pubblicare qualsiasi cosa. Senza contare che la Berlinguer aveva fin da subito promesso guai a chi lo avesse diffuso...».
Ma allora le querele fanno paura anche a lei!
«Quelle inutili sì, tanto. Però se devo andare in tribunale perché ho raccontato le malefatte di un fondo di investimenti, non mi tiro certo indietro. E infatti Dagospia è sommersa dalle querele, e io passo un sacco di tempo in compagnia di pm e agenti della polizia postale».
Non dev’essere una vita facile.
«Manco un po’. Anche perché io alle spalle non ho mica Paolo Berlusconi o Carlo De Benedetti. Di quello che va sul sito rispondo solo io, moralmente e finanziariamente».
Destino comune a chiunque, almeno in Italia, faccia informazione indipendente sul web: niente editore, niente ufficio legale».
«Appunto per questo i ragazzi di “Notapolitica” potevano evitare di mettersi nei guai per così poco. E con una giornalista poi...»
Perché?
«Perché sono proprio i giornalisti i peggiori tra i “querelatori”. Del resto loro lavorano con le parole, e sono bravissimi a trovare l’“aggettivo sgradito” per portarti davanti al giudice. Decisamente, con Bianca avrebbero fatto meglio ad andare in bianco».