Re delle freccette ko all’antidoping

Londra. Ian Rush quando stava alla Juve aveva una gran nostalgia del suo pub nel Galles dove si infilava ogni sera per una sana e robusta partita a freccette. In Inghilterra il gioco viene preso molto seriamente e i professionisti sono veri divi. Può sembrare esagerato ma le probabilità di ritagliarsi un posto fra le celebrità di questa bizzarra disciplina e togliersi qualche soddisfazione, sono infinite. Robbie Green, per esempio, non è ancora una star dei circuiti, ma si è già meritato l’immortalità. Allo Uk Open di Bolton, dove è arrivato ai quarti, quella birba di Robbie si è fatto pescare mentre fumava uno spinello fra una freccetta e l’altra, rimediando 58 giorni di squalifica: primo professionista delle freccette positivo all’antidoping, un primato che nessuno potrà mai togliergli.