Per il Real galattico Capello vuole le stelle della Juve

Il presidente Calderon: «Metto 100 milioni di euro a disposizione»

Claudio De Carli

Sul sito ufficiale del Real, Capello è presentato come: «Un uomo innamorato della Spagna e del Madrid. Una vecchia conoscenza della tifoseria bianca, uno che ha già vinto un campionato dieci anni fa con il Real e che torna per portare la squadra più in alto possibile. Uno che ha ottenuto risultati con tutti i club in cui ha allenato, con otto titoli nazionali vinti e una Champions». In realtà i campionati ufficialmente attribuibili a Capello da allenatore sono 6, quattro con il Milan, uno con la Roma e uno con il Real, gli altri due, quelli delle stagioni sotto inchiesta, non solo non si possono conteggiare, ma sono la punta dell’iceberg di quanto sta accadendo.
Capello al Real avrà carta bianca. Il nuovo presidente Ramon Calderon ha pubblicamente ammesso che la sua miglior mossa sarà quella di restare fuori dalla direzione tecnica, lui ci mette i soldi e ha anche precisato quanti: circa 100 milioni di euro per il mercato, tetto massimo per qualsiasi nuovo galattico 50 milioni. Non siamo agli investimenti faraonici di Florentino Perez, ma il budget non è così scarso, soprattutto se le richieste del procuratore generale di Moggiopoli si dovessero avvicinare alle sentenze. Con quattro club di grande prestigio in una serie inferiore, è evidente che si creerebbe qualche complicazione con le stelle che li popolano e allora per il Real si tratterebbe di entrare come una faina nel pollaio. Capello si ritrova in una situazione singolare: se le richieste del procuratore Palazzi dovessero venire accolte, si ritroverebbe una manciata di stelle a costi di saldo. Ma anche con due scudetti in meno.
Chi assicura di conoscerlo è pronto a giurare che a lui interesserebbero di più i saldi. Capello si è fatto la fama di grande professionista, il resto conta meno, quando per esempio disse che mai sarebbe andato alla Juve, o sarebbe stato lieto di restare in bianconero anche in una situazione difficile, convintissimo che la Juventus mai avrebbe corso il rischio di essere retrocessa. Gli inglesi che su certe cose entrano in takle duro, hanno ridotto all’osso tutta la faccenda con un titolo apparso su Time che non lascia equivoci: «Il tecnico abbandona la nave mentre la procura attacca». Ora si tratta di inventare un mercato acquisti e cessioni del Real, perché tutto lo scenario prenderà una direzione precisa solo dopo le sentenze, e non c’è solo l’affare Kakà a tenere vivo l’interesse. Calderon, come si usa a Madrid sotto elezioni presidenziali, ha promesso ai soci il meglio in circolazione, in realtà ha solo ottenuto sorrisi e complimenti: ho chiesto a Robben se verrebbe a Madrid, poi l’ho chiesto anche a Fabregas, Diarra, Chivu, Emerson e Van Nistelrooy, e poi anche a Kakà, e sapete cosa mi hanno risposto? Che ci verrebbero volentieri nel club più famoso del mondo.
Ma l’arrivo di Capello ha messo la strada in discesa, soprattutto per quanto riguarda il gruppo degli juventini. Le dichiarazioni di Gianluca Zambrotta per esempio non sono di difficilissima interpretazione: «Ho un contratto con la Juventus - ha risposto a chi gli chiedeva del suo futuro -. So di Capello, ma io ho un contratto con il club bianconero. Vedremo. Per il momento non penso al Real». Previsto in tempi brevissimi qualche intervento da parte dei neodirigenti juventini, magari energico di Tardelli, per frenare le emorragie interne prima della sentenza, ma se lo ha fatto Capello, il capo, perché non dovrebbero pensarci i soldati? Capello dalle 17,30 di ieri, orario dello sbarco all’aeroporto di Barajas, è a Madrid: «Sono molto contento di tornare, spero di fare bene». A mezzogiorno di oggi viene presentato al Bernabeu con gli stessi onori riservati a Beckham e Zidane, due anni di ingaggio con opzioni sul terzo, 3,5 milioni di euro a stagione. Dicono abbia già il taccuino con buoni e cattivi, Calderon gli ha chiesto di non toccargli David Beckham a cui ha pregato di rimanere a vita nel Real, il resto è tutto da decidere. Primo colpo: via Butragueño, un monolito, e dentro Michel, nuovo responsabile del settore giovanile. Solo un assaggio di quanto sta per accadere.