Real-Juve, Fiorentina-Bayern E' grande notte di Champions

Del Piero vuol segnare finalmente al Bernabeu. Ma Cannavaro scalda Raul
e Van Nistelrooy A Firenze non ci sarà Toni, l’ex più atteso dell’anno.
E la sfida sarà tra Gilardino e Ribery

Madrid - Sua divinità, lo stadio Bernabeu, guarda tutti con occhio critico dall’alto della sua storia. C’è chi regge l’occhiata e chi si fa piccolo piccolo. Ieri Alex Del Piero gli ha strizzato l’occhio. Non c’è bisogno di ricordargli che questo è uno dei pochi stadi da lui calcati in cui non ha lasciato la firma di un gol. Sarebbe ora. Real-Juve stavolta sembra fatta apposta per godersi l’evento. Ma non solo. «Sono sicuro, vince il Real 2-0, segnano Raul e Van Nistelrooy». Profezia di Fabio Cannavaro che, lasciando da parte l’italianità e la storia da ex, non esita a togliere la mano dal cuore, per salvare il portafoglio.

Niente di meglio che Real-Juve per godersi un mercoledì da leoni, con tanto di figurine da staccare dall’album. Sì, proprio quelle che non piacciono a Galliani e che qui, invece, faranno parata di stelle. Quattro nomi per dire tutto e racchiudere il senso di una partita. Sera per grandi vecchi. Da una parte Raul e Van Gol, alias Van Nistelrooy che potrebbe anche partire dalla panchina, due che insieme hanno segnato caterve di gol in Champions: sono 117. Van Nistelrooy ha sempre realizzato nelle tre partite di quest’anno, i gol suoi sono 56 (ma in 71 match, occhio alla media) ed ora sta dando la caccia alle 61 reti di Raul (118 match), che lo fanno il top scorer della Champions. Lotta in famiglia che rischia di portare qualche record, se il Real arriverà in fondo al torneo.

Dall’altra Del Piero e Nedved, età venerabile come quella degli altri due, anzi un po’ di più, 54 reti, la metà dei madridisti, ma anche metà delle partite (289 il duo madrileno, 152 quello juventino), gli uomini che hanno preso per mano l’ultima Juve e la stanno trascinando fuori dalle secche di una crisi. Un po’ quello che sta combinando Raul a Madrid. Negli ultimi tempi ha segnato gol pesanti. Il Real, infatti, dopo essere ruzzolato dal piedistallo del suo credo a Torino, ha copiato la Juve nel peggio: brutte partite, risultati incerti e adesso, da queste parti, c’è Bernd Schuster sotto tiro. Ieri i giornalisti spagnoli gli hanno chiesto spiegazioni. E lui ha fatto alzata di spalle. «Altra domanda». Neppur Mourinho sarebbe arrivato a tanto.

Guarda il caso, Schuster e Ranieri colpiti dallo stesso destino e costretti ad affidarsi agli angeli custodi dal gran pedigree. Il calcio è sempre uguale a se stesso. D’accordo, poi potremmo scoprire che i protagonisti saranno Amauri, debuttante al Bernabeu, e Higuain, l’argentino che stasera verrà osservato personalmente dal neoct Maradona (in tribuna a Madrid) e che tien botta quando manca Van Gol. Ma Juve-Real ha la faccia di esser cosa per grandi firme. Nelle ultime tre volte la Juve ha sempre perso a Madrid e, ieri, Del Piero lo ricordava sconsolato: «Qui c’è uno stadio fantastico, un pubblico fantastico, qui c’è il calcio, qui c’è il Real, ma stavolta mi piacerebbe vincere». Il gran gol dell’andata e le sue punizioni da capogiro sono già sulla bocca di tutti. Lo ha ricordato anche Iker Casillas. Il portierone non sta tranquillo: «Del Piero sa segnare in tutti i modi e con ogni tipo di punizione». Negli ultimi tempi le variazioni sono state tre e sempre in gol. Ecco, ci fosse stato anche Buffon, la storia di questa partita non sarebbe stato affar di palloni d’oro della terza età, ma pure quella di due candidati che hanno solo il difetto di essere portieri: Buffon e Casillas sono nella lista ma, probabilmente, lasceranno spazio a chi segna, che, poi, è il destino infame di chi non fa segnare.

Sì, insomma, stasera noi pubblico italiano ci potremmo divertire o tornare nello scoramento di un calcio che non ti regala mai certezze. Da Madrid a Firenze, storia di figurine e affini. Per esempio le due squadre ospiti hanno la chance di qualificarsi matematicamente in caso di vittoria. Nel Bayern mancherà Luca Toni, atteso con impazienza a Firenze, e tutto sarà nei piedi di Ribery. La Fiorentina tornerà a credere in Gilardino. Promessa di Prandelli: «Quando serve non falliamo». L’idea di tutti è di arrivare a Roma per la gran finale. Si spera tra grandi squadre. Salvo non abbia ragione Ranieri. Infatti, quando gli hanno raccontato che Abramovich ha già prenotato un albergo, è caduto in ironia forse non involontaria. «Previdente, a Roma ci saranno tanti pellegrini...». Per soggiungere: «Che vorranno vedere il Papa». Intendeva 22 o qualcuno in più? Tra arbitro e panchina.