Il Real trova una "Pipita" d'oro e rosicchia due punti al Barça

La doppietta del «Pipita» Higuain consente alle Merengues di battere 2-0 il Getafe. L'autorete di Piqué a Pamplona ferma i blaugrana sull'1-1<br />
contro l'Osasuna: ora il Barça è a +1 sui Blancos Cinquina del Villarreal che risale in classifica, nuovo stop per l'Atletico Madrid a Bilbao

UNA «PIPITA» D'ORO. Se la Liga non sta prendendo l'amara china della Serie A, con una squadra che vola a un distacco imbarazzante già dopo poche giornate, il merito è di Gonzalo Higuain da Brest. Francese di nascita, argentino di passaporto, attaccante di professione, il 21enne mancino del Real Madrid è da un paio di stagioni uno dei pochi a salvarsi costantemente nei disastri blancos. Anche sabato, nell'anticipo contro il Getafe, è stato lui, «El Pipita», a siglare la doppietta che è valsa alle Merengues la vittoria per 2-0 e la risalita in classifica. Ora il Real, dopo la clamorosa batosta rimediata in Copa del Rey sul campo dei semi-professionisti dell'Alcorcon, è a un solo punto dal Barcellona campione di tutto. E all'allenatore Manuel Pellegrini rimane ancora qualche chance di non essere esonerato.
AUTO-INCORNATA. Sarà che il masochismo a Pamplona, terra santa delle corse con i tori, è di casa. Ma l'autorete al 93' di Gerard Piqué che è valsa all'Osasuna il pareggio per 1-1 contro il Barcellona sa quasi di «tafazzata». I blaugrana erano partiti bene, passando in vantaggio con l'ormai centrocampista goleador Keita. Ma un Ibrahimovic impreciso e un Messi svagato non avevano permesso ai catalani di chiudere la pratica al Reyno di Navarra. Peccato mortale al cospetto dei Rojillos, ai quali l'ex madridista Camacho ha infuso nelle ultime due stagioni sangue e determinazione taurine. Ecco dunque che in pieno recupero Marquez sbaglia un contrasto, Camunas va via sulla sinistra, crossa e Piquè, per anticipare l'avversario, trafigge il suo compagno Valdes. 1-1 e vantaggio sul Real ridotto a un solo punto.
RIEMERSIONE GIALLA. Il «Submarino amarillo» del Villarreal è in fase di riemersione. Dopo aver navigato al fondo della classifica per qualche partita, i prossimi avversari della Lazio in Europa League risorgono con fragore di balena: 5-0 al Tenerife (doppietta di Llorente, reti di Cani, Pires e dell'azzurro Giuseppe Rossi) che porta la squadra di Vila-Real a 9 punti, fuori dalla zona retrocessione dove invece sguazzano ancora Malaga, Xerez e Atletico Madrid. I Colchoneros, terzultimi, non approfittano del cambio di allenatore: con in panchina Quique Sanchez Flores (ex guru del Valencia), i madrileni riescono nell'impresa di far tornare al successo anche l'Atlethic Bilbao, che dopo i primi tre turni vittoriosi non aveva collezionato che pareggi e sconfitte: alla Catedral di San Mames decidono un gol di testa di Javi Martinez e una serie di ottime parate di Iraizoz su Forlan.
GLI INSEGUITORI. Come in Inghilterra, anche in Spagna alle spalle del duo di testa c'è una folta rappresentanza di squadre agguerrite. Innanzitutto il Siviglia, la più bella conferma dell'anno, che con le reti di Negredo (il bomber ex Almeria sta finalmente ingranando) e Luis Fabiano si sbarazza dello Xerez neopromosso e sale a 19 punti. Ricomincia a funzionare anche il Valencia, che a Malaga si aggrappa a un gol di Navarro (sì, quello del pugno a Burdisso nella rissa contro l'Inter del 2007) per vincere e salire a quota 18. Rallenta invece il Deportivo La Coruña (1-1 al Riazor contro i cugini dello Sporting Gijon), superato al quinto posto dal sorprendente Maiorca (1-0 al Racing Santander). 1-1 tra Espanyol e Valladolid, bene il Saragozza che si riscatta dopo i sei gol incassati dal Barça e batte 2-1 l'Almeria.