Reati contabili, no alla sanatoria Prodi ha fatto retromarcia

Dopo le polemiche il consiglio dei ministri stralcia dalla Finanziaria il comma Fuda: il contestato colpo di spugna in materia di reati contabili

Roma - Il governo Prodi fa retromarcia, cancellando la brutta figura fatta in materia di reati contabili. Con un decreto il Consiglio dei ministri ha cancellato la norma prevista nella Finanziaria che allargava le maglie per la prescrizione dei reati contabili. Una modifica in extremis per porre rimedio alla contestata sanatoria sui reati contabili. Sparisce, così, il comma 1346 della Finanziaria, proposto dal senatore Pietro Fuda, che allargava i tempi di prescrizione per i reati contabili. Secondo la Corte dei conti la norma si sarebbe tradotta in un colpo di spugna per gran parte dei procedimenti sui reati contabili contro la pubblica amministrazione.

Il governo ha poi raggiunto un accordo per presentare in Parlamento un emendamento al decreto "mille proroghe" con cui ripristinare il testo originale della Finanziaria sul Cip6 concordato con i partiti dell'Unione. "Presenteremo in Parlamento un emendamento al decreto mille proroghe per recepire il testo concordato con la maggioranza", ha detto Chiti. Il maxiemendamento che ha riscritto la manovra riconosce dal 2007 i contributi alla produzione di energia elettrica solo agli impianti che utilizzano fonti rinnovabili e non, come avviene ora, alle assimilate (carbone, metano e rifiuti petroliferi). Il testo, per come approvato in via definitiva alla Camera prima di Natale, salva tuttavia i contributi alle assimilate concessi "ai soli impianti già autorizzati e di cui sia stata avviata concretamente la realizzazione". L'accordo raggiunto a suo tempo fra governo e maggioranza prevedeva invece che la salvaguardia per i contributi concessi alle fonti assimilate valesse solo per gli impianti "già realizzati e operativi". L'emendamento al decreto "mille proroghe" dovrebbe quindi modificare la norma e riportarla alla formulazione originale. Chiti ha aggiunto che la proposta di modifica dovrà disciplinare i criteri per l'accesso ai contributi "in deroga".