Reato estinto per i 5 «allagatori» del Parini

Il preside Pedretti: «Un successo anche per noi. Hanno lavorato per un anno con grande serietà»

Augusto Pozzoli

Il reato è estinto. Così si conclude il procedimento che il tribunale per i minorenni aveva aperto nel novembre del 2004 a carico dei cinque studenti che si erano resi responsabili dell’allagamento del liceo classico Parini, un gesto assurdo messo a segno per evitare un compito in classe di greco. Ieri l’udienza di verifica sullo svolgimento delle attività riparative imposte dallo stesso tribunale più di un anno fa.
«Il giudice – dice Federico Papa, uno dei legali degli “allagatori” – ha potuto ascoltare delle relazioni assolutamente positive. La nostra assistita, in particolare, ha avuto dieci in condotta sulla pagella. Un voto che non aveva mai visto prima». Lo stesso preside del Parini Carlo Pedretti conferma i progressi raggiunti dagli studenti sotto processo. «Per un anno – dice – hanno lavorato di pomeriggio nella biblioteca della scuola, per mettere in ordine i libri. Un lavoro prezioso svolto con la massima serietà. Per il resto in classe hanno sempre avuto un comportamento corretto, e hanno guadagnato anche sul piano dell’apprendimento. Un successo per loro ma anche per la scuola che ha vinto una sfida: quella di reinserirli normalmente nonostante le pressioni perché venissero cacciati. Quei ragazzi mi sembrano davvero cresciuti. Tanto che non si sono limitati a lavorare in biblioteca, ma si sono dedicati ad altre attività di volontariato».
Tre ragazzi in particolare, d’accordo con i responsabili del vicino oratorio di San Marco, molte volte hanno dedicato dei pomeriggi per aiutare ragazzi immigrati a imparare la lingua italiana. Un’attività a cui si erano preparati seguendo un apposito corso di formazione. Una ragazza, poi, ha seguito un altro tipo di corso, presso la Croce rossa, dove ha svolto volontariato amministrativo e sulle ambulanze ed ora è diventata crocerossina a tutti gli effetti. Ogni studente ha potuto seguire la strada del recupero anche con l’appoggio di uno psicologo. Il giudice del tribunale per i minorenni ha raccolto dunque tutte le testimonianze e valutazioni sulle attività svolte e di conseguenza ha chiuso definitivamente il fascicolo della vicenda. Anche sul piano civile non ci sono più pendenze: i danni recati dall’allagamento sono stati risarciti.
Le famiglie degli allagatori hanno dovuto sborsare complessivamente una cifra che rasenta i 220mila euro. Soldi che ora l’assicurazione deve versare nelle casse dell’Amministrazione provinciale a copertura dei lavori eseguiti per ripristinare aule e corridoi allagati. Un sollievo anche per il preside Carlo Pedretti: «L’episodio è definitivamente chiuso – commenta con soddisfazione –. Porteremo questi ragazzi al diploma come tutti gli altri. Li aspetta un altro anno al Parini, poi, alla fine, l’esame di Stato. Candidati come tutti, con le stesse possibilità di successo degli altri”.