le reazioni dei lettori

2RIFLESSIONE
Perché togliere il «prof»

dal suo impegno a Roma?
Caro direttore, sabato scorso, a Varazze, abbiamo ascoltato le proposte per le prossime candidature dal ministro Scajola.
Tutte condivisibili e vincenti tranne una: quella dell’onorevole Enrico Musso per le Europee, e non perché non sia la persona giusta che dopo quindici anni possa portare in Europa di nuovo un ligure.
La mia perplessità nasce solo da un motivo di opportunità: il nostro movimento si fonda anche sull’esigenza di costruire un diverso rapporto con il nostro elettorato, non più trattato come un suddito (come ai tempi della Prima Repubblica) ma con rispetto e considerazione. Due anni fa chiamammo il Popolo delle libertà a pronunciarsi su Musso sindaco di Genova, ricevendo una risposta entusiasmante. Su questa quasi vittoria l’anno scorso abbiamo costruito la sua candidatura come capolista al Senato ottenendo un risultato altrettanto importante. Ora, dopo solo un anno, come giudicheranno i nostri elettori una ulteriore candidatura in Europa sapendo che se vincesse dovrebbe abbandonare l’ottimo lavoro che sta svolgendo a Roma?
Marisa Dapelo Marcucci
2BASTA LOGICHE DI PARTITO
Se Enrico andrà in Europa

saranno traditi gli elettori
Ho appreso in questi giorni, con un certo stupore ed altrettanto senso di disagio, della possibile candidatura di Musso alle europee. Riassumendo: Genova ha dapprima sperato di poter avere un sindaco successivamente creduto di poter avere un consigliere per scoprire oggi che dovrebbe avere un europarlamentare. Scusate se sbaglio ma la politica non dovrebbe rispettare le aspettative dei votanti? La candidatura alle amministrative e la promessa alle politiche di «prestare» il nostro candidato sindaco solo temporaneamente alla politica nazionale sono state solo l'ennesima farsa o la solita ignota logica di partito? Non dovremmo tutti smettere di subire e reagire magari dimenticando di votare?
Francesca Gnocchi
2IL CASO SAVONA
La Valbormida non sia più

soltanto terra di conquista
Apprendiamo che il prossimo candidato del Pdl nella corsa a palazzo Nervi sarà il sindaco di Loano Vaccarezza. Da Cairese e dunque valbormidese trovo sconcertanti ed offensive le sue dichiarazioni: «La mia campagna sarà soprattutto in Valbormida, non vedo perché in valle si dovrebbe votare Pd». Quindi deduco che il pensiero del Pdl e del loro candidato alla presidenza per quanto riguarda la nostra valle sia solo una questione di numeri e voti e non di una terra martoriata dalla crisi occupazionale e da anni di avvelenamenti che ha bisogno di una politica di rilancio immediata. Caro signor Vaccarezza la Valbormida è stufa di essere considerata solo ed esclusivamente terra di conquista, e poi trattata come fosse la seria B della provincia; siamo parte integrante e viva della provincia savonese. Da valbormidese ho assistito ad anni di immobilismo politico nei confronti di Cairo e dintorni da parte delle amministrazioni provinciali e regionali, lasciandoci , a campagna elettorale conclusa, a rimboccarci le maniche da soli. Se solo si volesse il bene di una valle, e non solo a parole, anche dall'opposizione di possono fare interpellanze e atti per migliorare una o più situazioni. Noi de «La Destra» crediamo fortemente che la Valbormida sia una terra viva che ha bisogno di fatti concreti per uscire da questa fase di stallo che dura ormai da troppo tempo. Basta, non possiamo più accettare di essere considerati numeri e voti.
Portavoce Comunale
La Destra Cairo Montenotte