Le reazioni dei politici sul "caso don Gelmini"

Mantovano (An): "Quello che è accaduto a Muccioli 15 anni fa si ripete oggi per
don Gelmini". Buttiglione: "Nuovo attacco contro la Chiesa". Capezzone: "Sarebbe grave un linciaggio mediatico"

Roma - La cura e il recupero dei tossicodipendenti "sono costellati da drammi quotidiani, da insuccessi superiori ai successi, da risentimenti in chi sembra essere riuscito a venire fuori dal tunnel e poi ripiomba. Chi impegna ogni sua energia in questa guerra continua, come chiunque va in guerra, rischia in prima persona. Quello che è accaduto a Muccioli 15 anni fa si ripete oggi per don Gelmini". Lo sottolinea in una nota il senatore Alfredo Mantovano (An).

Rotondi: indegna congiura mediatica "È indegna la congiura mediatica contro don Pierino Gelmini. La stampa italiana persegue una crociata volta a trasformare gli eroi positivi della lotta alla droga in mostri. Sullo sfondo resta un progetto di scristianizzazione del Paese. Tutti sanno due cose: i drogati farneticano e se la prendono con chi li cura. Condizione per recuperare un drogato è ignorare le sue farneticazioni, restargli vicino e non diventarne complici. Oggi i complici dei mercanti di morte sono quelli che puntano le loro penne nel costato di don Gelmini". Ad affermarlo è il segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, Gianfranco Rotondi.

Gasparri: tanti giovani ritrovano la vita grazie a lui Il deputato di An Maurizio Gasparri solidarizza e difende don Pierino Gelmini, indagato dalla Procura di Terni per presunti abusi sessuali ai danni di alcuni ragazzi ospitati nella comunità di recupero di Amelia. "In Italia e in ogni parte del mondo -ricorda il parlamentare di An- centinaia di migliaia di ragazzi e di famiglie ritrovano la vita e il sorriso grazie all’opera infaticabile di don Pierino Gelmini. Sono prive di senso accuse infondate a chi, operando con generosità nel mondo dell’emarginazione e della droga, si confronta ogni giorno con vite fitte di reati e rancori verso la società". "La solidarietà e la devozione nei confronti di uno dei pochi eroi civili del nostro tempo è convinta e totale. Come la pena nei confronti di chi, invece di mostrare gratitudine a chi apre a chiunque la sua casa, avanza accuse false che la magistratura e l’informazione dovrebbero valutare per quel che sono, cioè nulla, conoscendo don Gelmini e la sua grandiosa opera. Avanti con don Pierino -conclude Gasparri- contro la droga e le menzogne che genera".

Buttiglione: prosegue l'attacco contro la Chiesa "Fermo restando il rispetto per l’azione dei giudici e la fiducia nella magistratura, è necessario denunciare politicamente con sdegno e forza l’attacco che si rivolge contro la Chiesa italiana colpevole di non piegarsi ai poteri del momento e di testimoniare con semplicità di cuore la propria fede. La calunnia, l’insulto, l’offesa gratuita fanno parte del destino naturale dei discepoli di Cristo. Questo in ogni epoca storica e in ogni paese ed oggi anche in Italia. Sono sicuro che don Pierino Gelmini vive l’umiliazione di queste accuse come un completamento quasi necessario di una vita di carità e di fede. C’è qualcosa che lega tra di loro questo ulteriore tentativo di delegittimazione con le minacce contro mons. Angelo Bagnasco, le scritte sui muri, i tentativi di emarginazione dei cristiani nella vita pubblica e anche gli ammonimenti più o meno minacciosi che qualche potente della politica rivolge alla Chiesa invitandola senza mezzi termini a sottoporsi al suo patronato". Lo dice il senatore Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc.

Capezzone: sarebbe grave un linciaggio mediatico "Mi auguro vivamente che non si apra un clima negativo, di aggressione o di vero e proprio linciaggio mediatico nei confronti di don Pierino Gelmini. Sarebbe gravissimo". È quanto auspica il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Daniele Capezzone. "Troppe volte, in Italia, persone innocenti sono state infangate. La triste storia della giustizia italiana è piena di casi di lesione grave, profonda, dell’immagine. Non aggiungiamo un altro caso - conclude Capezzone - a questo drammatico elenco".

Polledri: ne uscirà a testa alta "Grazie a don Gelmini tanti giovani hanno un futuro. Basta questo per rendere omaggio a un uomo d’azione, un prete di confine, un angelo tra i diseredati". Così Massimo Polledri, senatore della Lega Nord, sull’iscrizione nel registro degli indagati di Don Pierino Gelmini. "Ne uscirà a testa alta, nè uscirà grazie anche all’aiuto dei tanti giovani, ragazzi e ragazze, ma anche donne e uomini che sono usciti dal tunnel della disperazione. Forza Don Pierino rispondi con il rosario e l’energia che ci dai e hai sempre dato. Tanti uomini politici e industriali sanno che devono a lui tanto, tantissimo. Verso Don Gelmini è stato fatta un’azione che non sta in piedi".

Luxuria: non assolviamolo solo perché è prete "Non sono un magistrato, e quindi non entro nel merito dell’indagine. Invito solo le persone a non assolvere una persona indagata per reati così gravi solo perchè è un sacerdote". È l’appello di Vladimir Luxuria, deputato di Rifondazione Comunista, che tiene a sottolineare come "il problema delle violenze sessuali è molto grave, e devo dire che quando coinvolge chi riveste un ruolo di guida spirituale è ancora più grave, perchè il sacerdote incute soggezione e alcune persone possono esserne più facilmente vittime. Il mio invito - conclude Luxuria - è di non fare assoluzioni preventive".