Rebekah, lo scudo per salvare il figlio del capo

Ormai la donna più discussa del mondo, a Londra non è più conosciuta solo come Rebekah «la rossa», Rebekah «la spietata», Rebekah «la pupilla», Rebekah «il toast» che si è abbrustolito sulla griglia dello scandalo del News of the World. Ormai Rebekah Brooks, amministratore delegato della News International di Rupert Murdoch ed ex direttore del tabloid ai tempi delle intercettazioni illegali indiscriminate, è diventata Rebekah «lo scudo umano». Un parafulmine, come lei stessa ha ammesso di fronte agli ex colleghi infuriati del tabloid, che le chiedevano conto del perché loro perdono il lavoro («vi aiuterò a trovarne un altro» ha detto, e già si dice che News of the Word verrà sostituito dal nuovo tabloid Sun on Sunday) e lei invece il suo posto lo tiene ancora. Rebekah non è più solo «la figlia adottiva» perché di figli veri, Rupert Murdoch ne ha uno, James, a cui vuole davvero salvare la pelle. Tanto da aver seguito il suo consiglio: «Se non chiudiamo, i problemi si scaricheranno su tutto il nostro gruppo», avrebbe detto James al padre. E lo Squalo avrebbe seguito a malincuore il consiglio del pargolo.
La fine del tabloid che domani chiude nella maniera più impietosa i suoi 168 anni di carriera non è quindi un sacrificio sull’altare dell’adorata Rebekah, l’ex segretaria che ha scalato i vertici del gruppo per divenire la fedelissima del magnate australiano. «La distruzione del tabloid salva Rebekah perché si possa scaricare su di lei il fuoco di fila che altrimenti si sarebbe riversato su James Murdoch», spiegava ieri Damian Thompson sul Telegraph. Sì, perché è James il vero pupillo del magnate mondiale dell’editoria, l’uomo che ne prenderà l’eredità e l’uomo che sta conducendo la partita più importante per conto dello Squalo: l’acquisizione di BskyB. Ieri, sull’onda dello scandalo, la tv via satellite perdeva quasi il 6% in Borsa. Ma se i Murdoch riuscissero ad aggiudicarsi il restante 61%, l’affare potrebbe trasformarsi in una gallina dalle uova d’oro per l’impero di famiglia.
Trentanove anni, terzogenito di secondo letto, James non ha finito gli studi a Harvard ma ha ottenuto che gli venisse affidata la divisione Europa e Asia di News Corp. Ed è anche colui che, all’età di 31 anni, papà Rupert ha voluto alla guida di BskyB, facendone il più giovane amministratore delegato delle cento società dell’indice della Borsa di Londra. Un incarico che ha attirato su Murdoch l’accusa di nepotismo ma che ha salvato lo Squalo dallo choc delle dimissioni dell’altro figlio, Lachlan, uscito improvvisamente nel 2005 dalla direzione di News Corp in polemica col padre, considerato troppo invadente e troppo ingombrante. James è dunque la speranza di papà. Ma è anche la sua principale preoccupazione. Il figlio del magnate, nella vicenda delle intercettazioni illegali, c’è infatti dentro fino al collo. «Ha qualche domanda a cui rispondere alla polizia sul suo ruolo», ha detto ieri il premier David Cameron. E James, che forse ha più di qualche questione da chiarire, la trappola sembra essersela tesa da solo. Nell’e-mail inviata ai dipendenti del News of the World in cui ha annunciato la chiusura del giornale, James ha clamorosamente ammesso di aver tentato di insabbiare lo scandalo. Il giornale «ha sostenuto erroneamente» che le intercettazioni illegali fossero state condotte da un solo giornalista e ha aggiunto di essersi «seriamente pentito» di aver dato il via libera ad accordi extragiudiziali con alcune delle vittime dello spionaggio (tra cui l’attrice Sienna Miller e il calciatore Gordon Taylor, pagati in cambio del silenzio). Un’ammissione che potrebbe portare James dritto verso l’incriminazione. E le cose potrebbero mettersi ancora peggio se venisse confermato che milioni di e-mail sono state cancellate per non lasciare traccia dello spionaggio. Il marchio News of the World è ormai diventato «tossico», ha detto ieri Rebekah la rossa, che ha aggiunto «il peggio deve ancora uscire». Per questo va chiuso. Ma intanto lei resta al suo posto. A fare da parafulmine.