Rebus Eduardo, due svincolati nel mirino Domenica a Marassi mille milanisti

Renata Briano, assessore (sampdoriana spinta) all’ambiente era arrivata, in tribuna, scapigliata e col suo sorriso che non conosce frontiere. Tutti, in verità, speravano di vederla con uno dei «cappellini d’epoca» «made» in signora Ovadia alla cui passerella Renata era stata protagonista assoluta. Invece no, solo capelli al vento e per «portafortuna» aveva spinto il suo adorabile consorte, Luciano (gufo per eccellenza) a sostenerla. Con lei erano anche (superando frontiere ideologiche) l’altrettanto scapigliato Gianni Plinio e il nuovo consigliere d’amministrazione della Fondazione Carige, Graziano Mazzarello. Un brutto mercoledì per tutti loro (ahimé, anche per Luciano dopo il risultato fiorentino): hanno visto tutti uscire il loro presidente cupo, amareggiato, intristito. E non è ovviamente bastato il sorriso consolatorio della bella Renata.
Intanto in «cabina Rai», Emanuele Dotto stava discettando su questa Sampdoria con profonde riflessioni come: «Non ci puoi mettere i soldi al centro dell’attacco». E ancora: «Il calcio genovese è come l’Amt... in rimessa». Mentre lo sosteneva il collega, l’attento Renzo Cerboncini: «Stiamo avvicinandoci alla retrocessione, Brescia, Bari, Cesena sono ancora capaci di rilanciarsi...».
E ancora diceva Dotto: «Se fossi Garrone mi affiderei ad un vero manager». E forse in quel momento fischiavano le orecchie di tal Doriano Tosi, nascosto letteralmente in cappucci, coppole, zuccotti vari. Irriconoscibile. Mister «Scio’ Scio’» doveva soffrire parecchio accanto al presidente. Così come sono diventati «verde di rabbia» i due immacolati «zuccotti» (bianchi e morbidissimi) di Marco Semino e del conte Clavarino. Mentre soffriva pure la splendida capigliatura (da indiano Sioux...) di Andrea Meneguzzi. Uscendo l’ennesimo volto triste (ma bellissimo) quello di Monica, che all’ingresso offre sempre il più bel saluto e il più cordiale «buon divertimento». Anche per lei un mercoledì storto.