Recalcati difende l’Italbasket «Errori, ma non mi dimetto»

da Madrid

L'ultima notte castigliana di Carlo Recalcati, allenatore della nazionale di basket più deludente degli ultimi anni, sembra una noiosa cena a menù fisso fra i tavoli del Caffè d'Oriente in piazza dell'Opera. Tutto bello intorno, ma anche un gran silenzio prima di portarci in tavola un «revueltos», la frittata ben girata sfiorando soltanto la figuraccia contro i tedeschi.
Recalcati è stato abile condottiero per le medaglie di bronzo all'europeo del 2003, per l'argento olimpico di Atene 2004, ma da quel giorno sono legnate, europei in Serbia, mondiali giapponesi e adesso questo ammaraggio sul lago di Casa de Campo. Lui ammette qualche errore, però parla molto delle assenze che hanno smascherato un movimento incapace di proporre alternative al Mason Rocca, re dei recuperi sotto canestro dove non l'abbiamo presa mai e non soltanto per colpa dei lunghi, al Danilo Gallinari che in preparazione era il più forte di tutti, al Galanda capitano che avrebbe saputo arginare l'onda delle evidenti ribellioni generazionali.
Furbizia di una scuola collaudata quella del commissario tecnico che ha già in tasca un contratto rinnovato fino al settembre del 2009 dopo gli europei in Polonia, perché lui, che pure non molti mesi fa era candidato alla panchina della Benetton, adesso dice che bisogna rimettersi al lavoro per trovare soluzioni, nella speranza che le società capiscano che prendere stranieri e non spendere per il vivaio vuol dire andare incontro ad altre notti senza fine come queste. Insomma del crac spagnolo solo un accenno in attesa di valutazioni a freddo. Una delusione Bargnani, una sofferta maturazione per Belinelli che dall'europeo esce più giocatore e più uomo, ma quanta fatica a farsi accettare da chi aveva medaglie al petto. Qualcosa è mancato nell'anima, anche se Charlie nega: «Errori gravi ne abbiamo visti, ma spesso solo per troppa generosità, comunque non mi dimetto».
Recalcati non congeda nessuno, teme di trovarsi solo con bambinetti ai prossimi raduni, ma avrebbe dovuto farlo, forse, anche prima di arrivare qui. Però se lo dici, lui ha buon gioco: «Con chi avrei dovuto sostituire certi giocatori? Non ne avevamo abbastanza per i tre infortunati. La verità è che noi e la Serbia, che pure ha vinto tutti i titoli giovanili dagli under 16 in su, ripartiamo in pezzi ma da basi ben differenti».
L'Italia si prepari a non avere Bargnani e Belinelli almeno fino al 2009 perché la Nba non molla i giocatori per le qualificazioni e i giocatori non possono rischiare. Cercare dietro, cambiare le cose, chi scherzava sul viaggio del cittì nei mali storici del basket italiano si aspettava anche una noticina sull'effetto serra. Stiamo male, le società non collaborano, la federazione non è in gramaglie.
Recalcati sarà chiamato a rispondere di questa débàcle nel prossimo consiglio federale: potrà giurare che gli hanno promesso un cambiamento delle formule nei campionati, che gli hanno dato ragione senza mai fare niente troppe volte. È accaduto dopo l'argento di Atene, figurarsi cosa succederà adesso, ma sia chiaro che dovrebbero essere tutti sotto processo pubblico, altro che racconti sull'aumentato calore della crosta terrestre.