Recco affida agli inglesi la difesa dalle mareggiate

A una ditta di Oxon, in Gran Bretagna, il compito di trovare i sistemi più idonei In progetto anche un barca-silo da 150 posti e il rifacimento degli stabilimenti balneari

Franco Crosiglia

da Recco

Recco si affida agli inglesi per difendersi dalle mareggiate. È stata infatti la ditta H. R. Wallingford di Oxon ad aggiudicarsi la gara per realizzare le prove fisiche su vasca. Una simulazione del movimento delle onde e delle correnti della baia di Recco necessaria per realizzare il nuovo progetto di difesa del litorale.
Un'opera attesa dai recchelini. Soprattutto dopo i danni causati lo scorso dicembre a numerose barche e alla piscina da un moto ondoso eccezionale (tanto da causare danni a tutto il levante ligure e provocare anche l'affondamento di una nave nel porto della Spezia). Un'opera attesa ma che «verrà realizzata solo dopo che saranno completati gli studi e verrà redatto il progetto definitivo», spiega l'assessore ai lavori pubblici di Recco, Carlo Gandolfo.
Per la cittadina del Golfo Paradiso si tratta quindi di sperare che nei prossimi mesi non si ripetano mareggiate che gli esperti prevedono con cadenza ultradecennale. D'altra parte, «il nuovo frontemare inaugurato all'inizio di quest'anno dopo quasi tre anni di lavori - spiega l'assessore - ha già permesso di limitare i danni. Che la protezione realizzata non fosse lì per lì sufficiente contro mareggiate eccezionali lo si sapeva già, e dipende dal limite di 4,5 metri di altezza di scogliera imposto da tutti gli enti paesaggistico-ambientali per consentire la più ampia visione del mare dalla passeggiata».
Nell'impossibilità di alzare il muro di protezione, i tecnici hanno previsto di allungare la scogliera di circa 15-20 metri ad un'altezza di un metro e mezzo dal mare. In tal modo le onde si infrangeranno più al largo limitando, si prevede, la propria forza d'urto.
Ma non è questo l'unico intervento in calendario per la zona a mare di Recco. È prevista infatti anche l'approvazione definitiva del Puo (piano urbanistico operativo) per la realizzazione di un barca-silo e per il rifacimento degli stabilimenti balneari abbattuti durante i lavori.
Se per gli stabilimenti l'amministrazione si limiterà a stabilire i criteri che dovranno seguire i gestori nella costruzione delle nuove strutture, il silo per le barche (che potrà ospitare circa 150 natanti, in base al progetto) verrà realizzato direttamente dal Comune con uno stanziamento di un milione e settecentomila euro. Per realizzarlo verrà scavato, e successivamente coperto, il tratto che dal Club della Vela arriva fino alla rotonda.
«Vi verranno posizionate tutte le imbarcazioni attualmente posizionate sull'arenile liberando spazi per la balneazione e raddoppiando la superficie disponibile di passeggiata a mare nella zona», spiega Gandolfo. Considerando i tempi imposti dalla legge (30 giorni per convocare la conferenza dei servizi e altri 90 per ottenere tutte le autorizzazioni dagli enti coinvolti) è comunque difficile prevedere che i lavori partiranno a tempi brevi.
Un fatto sicuramente positivo per i turisti che dopo il rifacimento della zona a mare e la chiusura dei cantieri hanno ripreso in massa a frequentare la spiaggia di Recco.