Recco e Posillipo nella prima finale-scudetto

Paolo Lonegro

Arriva la resa dei conti per il campionato di pallanuoto: da questa sera il turbillon di una finale da tempo annunciata fra Recco e Posillipo riempierà (almeno una volta all'anno) piscine, scalderà gli animi, spellerà mani. Quarta finale dunque fra le due scuole di pallanuoto della penisola. Quarta finale fra due filosofie di vita agli antipodi: ed ironia della sorte, prima finale fra due tecnici napoletani "doc". Il maestro, Paolo De Crescenzo, strappato al "suo" Posillipo per la nazionale, scaricato poi dalla Fin dopo la sfortunata spedizione all'Olimpiade, e, dopo ancora una stagione trascorsa sulla panchina del Recco, eccolo riapprodare al club più vincente dell'era play off. ha centrato con i rossoverdi sedici finali su sedici campionati disputati. Dall'altra parte l'"allievo" Pino Porzio, ex difensore di ferro del Posillipo e della nazionale: approda ad inizio stagione alla Pro Recco con la voglia di sfidare se stesso. Il divorzio dal Posillipo la scorsa stagione, appena dopo aver vinto l'Euroleague, non è consensuale. I veleni dell'estate, però, lasciano subito posto al cloro respirato in campionato. Perde la pole in regular season, bersaglio centrato dai napoletani posillipini, ma si consola con l'allenare la squadra che, fra le sedici in vasca, piace senza dubbio di più. Questa sera (19.30) alla Scandone di Napoli ci sarà il pienone: tre, quattro mila con bandiere, cori e quant'altro. A bordo vasca Pasquale Grosso, di Carloforte, e Fabio Collantoni di Port Santo Stefano: loro il compito di tenere tutto in "ordine" con i fischietti in bocca. E per Grosso anche la soddisfazione di tagliare il traguardo nr. 392. Unico arbitro in attività a vantarsi di tale primato. Insomma gli ingredienti ci sono tutti per una serata chic in piscina: ma a differenza di qualche sport più conosciuto, più famoso e più ricco, il risultato si saprà solo dopo i 32' di gioco. O magari dopo supplementari e rigori. Il messaggio della pallanuoto è questo.