Recco e Rapallo «incendiano» anche l’Unesco

Partendo dal presupposto che anche le feste popolari sono un patrimonio mondiale dell’umanità, ecco che Recco e Rapallo si candidano per poter vantare questo prestigioso titolo conferito dall’Unesco. Entrambe le cittadine del Levante ligure, infatti, hanno una secolare tradizione di festività. Recco con le feste della Madonna del Suffragio e la sagra del fuoco dell’8 settembre, e Rapallo con la Madonna di Montallegro e il palio pirotecnico ai primi di luglio, ed è quindi scontato che chiedano di entrare a far parte dell’elenco delle feste popolari certificate dall’Unesco per valorizzare le identità locali, rinsaldare i legami culturali con l’Europa e promuovere e far scoprire il loro territorio e la loro storia.
La Liguria del resto è fra le regioni italiane che possono vantare una grande varietà di feste, sacre e profane, antiche o più recenti di elevato valore storico e simbolico. Da qui una iniziativa della Regione per avviare una banca dati, in collaborazione con l’Unione Europea, e far conquistare a diversi appuntamenti il riconoscimento di patrimonio dell’umanità.
Le Regione Liguria stilerà così una lista dei rituali e delle espressioni folcloriche degni di essere inseriti nella lista mondiale dell’Unesco, proprio come i genovesi palazzi dei Rolli e le Cinque Terre, che già fanno parte di questa lista.
L’iniziativa vuole colmare un vuoto che esiste da anni, perché diversi beni viventi dell’etnoantropologia italiana sono già stati accolti dall’Unesco nella lista mondiale di feste, tradizioni, musiche popolari da proteggere e conservare. Nessuno di questi, però, appartiene alla Liguria. Alla proposta, presentata in Regione dall’assessore Fabio Morchio e da Paolo Giardelli, autore della ricerca alla base del progetto finanziato dall’Ue con 280mila euro, hanno manifestato grande interesse il sindaco di Recco Gianluca Buccilli e l’ex amministratore comunale di Rapallo Umberto Ricci.