Recco s’incendia: in trentamila fanno festa alla Madonna

Da mercoledì e fino a venerdì 8 settembre nella cittadina rivierasca la manifestazione per la patrona

Fabrizio Graffione

In barca, a piedi, in moto, in auto, in treno, trentamila persone staranno tutte con il naso all'insù giovedì e venerdì prossimi per ammirare, nello specchio acqueo antistante Recco, dopo avere gustato la focaccia col formaggio, gli spettacoli pirotecnici dell'edizione 2006 della sagra del fuoco.
La manifestazione è stata presentata ieri mattina nella sede della Regione Liguria dal sindaco Luca Buccilli, dai rappresentanti del comitato cittadino recchese e dal presidente Claudio Burlando.
Si comincia mrcoledì 6 alle 19,30 con l'apertura degli stand gastronomici nelle strade del centro di Recco e alle 21 con il concerto della filarmonica Rossini che si esibisce sul sagrato del santuario di N.S. del Suffragio.
Giovedì 7 c'è l'alzabandiera del comitato della sagra e dei 7 quartieri della cittadina, alle 10 benedizione dei bambini, da mezzogiorno apertura degli stand gastronomici, alle 21 canto dei Vespri, alle 22,30 la prima tranche dei fuochi d'artificio. Si tratta dello spettacolo pirotecnico del quartiere Liceto curato da Ugo Lieto, da quello del qaurtiere Spiaggia curato dai fratelli Scudo e da Pollena Trocchia e da quello del quartiere San Martino curato da Priori e Morsani.
Venerdì 8 il clou della manifestazione con i botti dei mascoli sparati sul greto del torrente alle 3,30 a dare la sveglia ai recchesi, la messa all’alba delle 4,30, l'apertura degli stand gastronomici a mezzogiorno, uno spettacolo pirotecnico in diurna a mezzogiorno e mezza con i mascoli e alle 13,30 con i fuochi artificiali curato dal quartiere Verzemma, il canto dei Vespri alle 19,30 la solenne processione per le vie di Recco alle 20 con i crocifissi delle confraternite. Alle 22,30 si ripete lo spettacolo di fuochi artificiali della sera precedente curato stavolta dagli altri quartieri Bastia con Bartolomeo Bruscella, Ponte con Lorenzo La Rosa, Collodari con Matteo Di Amodio. A mezzanotte la conclusione con la sparata dei mascoli del quartiere San Martino sul greto del torrente antistante il santuario.
Le ferrovie e i bus della Tigullio trasporti hanno allestito una serie di convogli speciali per arrivare e tornare a Recco da Genova e da Chiavari. Gli organizzatori, tuttavia, consigliano di spostarsi in moto e di prevedere comunque lunghe code per raggiungere, ma soprattutto per lasciare la cittadina del Golfo paradiso dopo lo spettacolo dei fuochi artificiali.
I festeggiamenti in onore di N.S. del Suffragio risalgono agli inizi del secolo scorso. L'incoronazione solenne della Suffragina avvenne l'otto settembre 1824 grazie al cardinale Lambruschini, ma da secoli i recchesi la veneravano come patrona e protettrice della città. Tanto che anche gli antichi velieri recchesi portavano il nome augurale della Madonna del Suffragio nelle carene e conservavano la sua immagine a bordo. Anche durante la seconda guerra mondiale, quando la città fu rasa al suolo, gli abitanti continuarono a organizzare la festa. Nei primi anni del dopoguerra a Recco esisteva la fabbrica di fuochi arificiali Carlitto Mosto, che, insieme a quella di Manuelo Leverone di Cicagna e alla ditta Garbarino, furono i maestri pirotecnici incontrastati fino agli anni Sessanta. Dopo la loro scomparsa si è persa la tradizione pirotecnica ligure a favore di quella napoletana.
È soltanto dall'anno successivo al 1974, centocinquantesimo anniversario dell'incoronazione, che i fuochi artificiali vengono sparati sul lungomare di Recco, perchè prima gli spettacoli venivano organizzati nei sette singoli quartieri. Dal 1990 Carlo Ferreccio, allievo di Carlitto Mosto torna sulla scena e raccoglie l'eredità della tradizione pirotecnica ligure. Tra i 140 fuochini recchesi che hanno conseguito l'apposito patentino presso la prefettura genovese, indispensabile per sparare i mascoli, il più giovane ha 18 anni e il più anziano ne ha 76, ci sono anche una dozzina di ragazze. Grazie alla manifestazione dell'otto settembre sta per nascere a Recco l'università dei fuochi che ogni anno prepara i giovani per conseguire il patentino. Le origini della pirotecnia sono antichissime Si tratta di una tradizione che viene tramandata da padre in figlio e le cui formule restano gelosamente chiuse nelle fabbriche.