Recessione Anche Montecarlo scopre lo sciopero Stop di un giorno e lavoratori in piazza

Anche Montecarlo può soffrire la crisi e mettersi in sciopero: così ieri alcune migliaia di lavoratori monegaschi sono scesi in piazza con i loro striscioni paralizzando la città per tutto il giorno. Bloccati anche i casinò, i caffè e i grand hotel per protestare contro i tagli nell’occupazione e per ottenere condizioni di lavoro e stipendi migliori. Mentre di scioperi ce ne sono ogni giorno in tutti i Paesi del mondo, nel paradiso del benessere l’evento suona insolito. «Paradiso per i lavoratori no, è solo una leggenda», sostiene Betty Tambuscio, presidente dell’Unione dei sindacati monegaschi che ha parlato di uno sciopero «storico, il più importante degli ultimi dieci anni». Clacson, sirene e fischi hanno risuonato lungo le vie della città e fino alla Place d’Armes, ai piedi della famosa rocca. C’erano almeno tra 1.500 e 3.500 persone, molte di più di altre rare manifestazioni. Per i sindacati è un successo anche perché mai come ieri a incrociare le braccia sono stati anche i dipendenti del settore pubblico. Proprio tutti a Monaco si sono mobilitati. Hanno chiuso i battenti supermercati, ristoranti e alberghi. Nei saloni dei grand hotel (molti dei quali gestiti dalla Société des Bains de Mer che ha anche il monopolio dei giochi) sono state organizzate le assemblee generali ed è stato votato lo sciopero di massa. Anche cuochi e pasticcieri si sono uniti al corteo assieme ai dipendenti delle fabbriche che temono i licenziamenti. Chiusi per 24 ore gli sportelli delle banche. Il personale dell’ospedale Princesse Grace ha smesso di lavorare per tre ore. Alla protesta hanno partecipato i dipendenti della società monegasca della luce e dell’acqua e del telefono Monaco Telecom e nel corteo c’erano anche gli striscioni dei musicisti dell’Orchestra filarmonica di Montecarlo. Insomma nel piccolo Stato con il reddito pro-capite tra i più alti al mondo, l’occupazione è scesa dell’11% negli ultimi dieci anni, sostengono i sindacati.