Recessione mondiale, Bce: "Il protezionismo sfavorisce la crescita"

L’entità e la
durata del rallentamento dipenderanno in misura dai tempi di soluzione della crisi finanziaria. Forte preoccupazione per l'Eurozona: "Nei prossimi trimestri scenario di
persistente debolezza"

Bruxelles - L’economia mondiale "sta attraversando una fase di grave recessione" e per l’area dell’euro persiste "nei prossimi trimestri uno scenario di persistente debolezza". È quanto si legge nel bollettino mensile della Bce di febbraio secondo cui "l’entità e la durata del rallentamento dipenderanno in misura fondamentale dai tempi di soluzione della crisi finanziaria".

Allarme protezionismo Occorre "arginare le richieste di misure" protezionistiche sebbene "ad oggi non si rilevino evidenze importanti di un aumento delle misure concrete" in tal senso. Secondo i tecnici della Bce, al momento "tali spinte tendono a intensificarsi". La Bce sottolinea inoltre che "l’impatto del protezionismo sulla crescita economica e sul benessere delle persone è sostanzialmente negativo". Per la Bce, dunque, "il sostegno alla globalizzazione si indebolisce in diverse regioni del mondo e ciò non desta sorpresa poichè le spinte protezionistiche tendono a rafforzarsi nei momenti di tensione economica e finanziaria".

L'appello ai governi Nel bollettino mensile di febbraio, la Banca centrale europea invita i governi europei, che hanno visto incrementare il disavanzo pubblico a casa della crisi e degli interventi a sostegno delle banche, a ristabilire "quanto prima un impegno credibile a favore degli obiettivi di bilancio a medio termine". Secondo i tecnici di Bruxelles, infatti, tale obiettivo è indispensabile per "rafforzare la fiducia del pubblico nella sostenibilità dei conti".

Inflazione a livelli molto bassi Il livello di incertezza sull’inflazione "resta eccezionalmente elevato" ma la Bce si attende che questa si "dovrebbe ridurre ulteriormente a metà anno" collocandosi "su livelli molto bassi" con un ripresa della crescita "nella seconda metà dell’anno". Secondo i tecnici di Bruxelles, dunque, "il Consiglio direttivo continuerà a mantenere le attese di inflazione saldamente ancorate alla sua definizione di stabilità di prezzi, ossia a livelli inferiori ma prossimi al 2% su un orizzonte di medio termine". Un livello, si legge, che sostiene "il potere di acquisto delle famiglie".

Il nodo sui mutui Nel primo trimestre 2009 le banche dell’area europea dovrebbero mostrare meno rigidità nella concessione di mutui per l’acquisto di abitazioni dopo la forte stretta dei due trimestri precedenti. Nei primi tre mesi dell’anno "l’irrigidimento netto dei criteri per la concessione" dei prestiti per l’acquisto di abitazioni, del credito al consumo e di altri prestiti alle famiglie calerà "considerevomente rispetto al quarto trimestre". Nel quarto trimestre 2008 si è registrata "un’ulteriore diminuzione della domanda netta tanto di prestiti alle imprese, tanto di credito al consumò, mentre la domanda netta di mutui per l’acquisto di abitazioni è rimasta su livelli fortemente negativi". Per il primo trimestre 2009 tuttavia "la domanda netta di prestiti a favore delle imprese dovrebbe essere meno negativa (-26%) rispetto agli ultimi tre mesi del 2008". La Bce segnala inoltre come "le iniziative di aiuto alla ricapitalizzazione e di garanzia statale delle emissioni di titoli di debito bancari sembrano aver già prodotto nel quarto trimestre un impatto favorevole sull’accesso alle banche al finanziamento all’ingrosso e dovrebbero agire ulteriormente in tal senso nel primo trimestre 2009".