Recintati i terreni dell’area Tav Bloccati i binari

Simona Lorenzetti

da Torino

Rabbia e voglia di riscossa. Nessun vuol sentire parlare di rassegnazione in val di Susa. Sindaci e popolo No Tav, ieri mattina, non hanno gradito la sorpresa. Anzi, li ha mandati su tutte le furie scoprire che notte tempo, prima dello scoccare della mezzanotte del 31 ottobre, i tecnici di Ltf, erano riusciti a raggiungere e a recintare i terreni sopra Mompantero, dove devono svolgersi i sondaggi per misurare l’impatto ambientale della Tav. Per tutta la giornata di lunedì migliaia di manifestanti avevano bloccato la strada che da Mompantero, in alta valle di Susa, porta alla località Seghino dove si trovano i tre lotti interessati ai lavori. Poi quando si era fatto buio e credevano che ormai i giochi fossero fatti, di avere impedito la prima fase dei sondaggi, hanno abbandonato il presidio. Quello che non avevano messo in conto e che i tecnici di Ltf non si erano dati per vinti. Coperti dall’oscurità delle tenebre e protetti dalla polizia, sono tornati sui loro passi e a strada sgombra sono giunti fino ai terreni e li hanno recintati.
Il blitz notturno ha scatenato l’ira del popolo No Tav che per tutta la giornata di ieri, dopo aver incassato il colpo, ha continuato a bloccare a macchia di leopardo strade e ferrovie. E mentre di consumava l’ennesima protesta qualcuno ha gridato alla truffa, sostenendo che i lotti non erano stati recintati e che quindi non era stata rispettata l’ordinanza. Aggiungendo poi di averne le prove. Un mistero. Ieri mattina le forze dell’ordine hanno messo in tutta la valle posti di blocco per impedire ai manifestanti di raggiungere i terreni, diventati a questo punto off limits. Persino allo stesso sindaco della città valsusina sarebbe stato vietato di salire fino alle pendici del Rocciamelone e costatare l’avvenuta recinzione. Precauzione che ha insospettito i contestatori. E così qualcuno armato di macchina fotografica si sarebbe arrampicato su per i monti. «Le foto sono già nelle mani dei nostri legali e presenteremo un esposto alla magistratura ­ ha tuonato Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana -. Quei luoghi di notte sono difficili da raggiungere per gente del posto figuriamo per degli "stranieri"». Di contro Ltf (Lyon Turin Ferroviairie) precisa che nella notte i terreni erano stati recintati in maniera rudimentale, con dei picchetti e del nastro bianco e rosso, e che ieri sono cominciate le procedure per recintarli a regola d’arte. Dopo di che, spiega ancora Ltf, verranno portati su gli strumenti per iniziare i sondaggi.
In val di Susa si è registrata un’altra giornata all’insegna dei blocchi stradali e ferroviari. Sono state bloccate la stazione di Borgone di Susa, quella di Bussoleno, di Avigliana e Bruzolo. Interrotto a fasi alterne la linea internazionale Torino Lione: sono stati una decina i treni soppressi. I manifestanti non hanno occupato i binari, tranne che a Bruzolo, ma le Ferrovie hanno comunque deciso di bloccare la tratta per precauzione. Bloccata anche la statale 24 del Monginevro e la 25 del Moncenisio che collegano la val di Susa alla Francia.