Recital di violino e clavicembalo in Conservatorio

Stasera, in Conservatorio (ore 21), per le Serate Musicali, è assicurata musica antica di qualità. Una garanzia fornita dai nomi in cartellone, quelli della violinista Viktoria Mullova e del clavicembalista Ottavio Dantone impegnati in un programma che scorre sotto il segno esclusivo di Johann Sebastian Bach: «Terza Partita per violino solo», «Ciaccona», «Sonata Bwv 1015 e 1018». Il recital si consuma in prospettiva dell’uscita, in maggio, delle incisioni di tutte le Sonate per violino e clavicembalo di Bach ad opera del duo Mullova-Dantone. Così, la Mullova colpisce ancora con operazioni anticonvenzionali, nel senso che non opta per case discografiche con blasone – per le quali ha lavorato fino ad ora – ma sceglie un’etichetta boutique, la Onyx, aperta da un anno e tesa a soddisfare non tanto le ragioni di mercato quanto i desiderata degli artisti, o almeno questo è quanto affermano i manager della casa discografica. Stiamo a vedere, la macchina non è ancora stata rodata.
Viktoria Mullova, moscovita, da anni a Londra, è l’interprete dalla tecnica impeccabile, musicalità squisita e un suono terso e androgino che la pone come alter ego dell’altro volto noto del violinismo femminile, Sophie Mutter. Artista, ma anche donna dalle scelte ardite: è passata alla storia la rocambolesca fuga, nel 1983, dall’ex Urss (abile nel depistare il Kgb, profittò di un tour in Finlandia). Per non parlare delle tormentate storie d’amore, gioia e delizia di media alla caccia di notizie di colore anche nel serioso mondo della classica. Ha avuto tre figli con tre uomini diversi tra cui il direttore d’orchestra Claudio Abbado, padre di Mischa. Libera nella vita e in arte, la Mullova affronta il Barocco seguendo la prassi del tempo e con lo Stradivari Julius Falk del 1723 munito di corde di budello. Ma allo stesso tempo sa riporre l’archetto barocco per spingersi oltre i confini del violinista classico con esplorazioni di territori abitati da Miles Davis, Duke Ellington, i Beatles.
Dantone dal 1996 è direttore musicale dell’Accademia Bizantina di Ravenna. Un nome, il suo, che è divenuto sinonimo di lettura fedele dei testi barocchi, è pure un ricercato didatta di clavicembalo, musica da camera, basso continuo. Nato come organista e clavicembalista, è sempre più impegnato sul fronte della direzione d’orchestra con un repertorio che dal Sei-Settecento si è esteso all’Ottocento.