Recitando si può vincere l’handicap

Accanto alla stagione ufficiale, si muove in sordina - ma non in secondo piano - il lavoro di quanti usano il teatro per avvicinare gli adolescenti, il mondo della scuola, le fisionomie sociali del territorio, proponendo attività di formazione che spesso comportano significative ricadute anche sul piano artistico. Il Teatro di Roma, per esempio, è da sempre sensibile in tal senso. La scorsa settimana abbiamo potuto apprezzare, a India e al teatro del Quarticciolo, gli esiti di un duplice percorso laboratoriale condotto dal Teatro delle Albe (compagnia romagnola «maestra» in fatto di pedagogia teatrale) e dal regista Marco Martinelli. Adesso lo stabile offre visibilità a una sua lodevole iniziativa, il «Laboratorio integrato Piero Gabrielli» (diretto da Roberto Gandini) che lavoraa fianco delle professionalità scolastiche per favorire, tra i giovani alunni coinvolti, l’integrazione e la valorizzazione delle fragilità fisiche e psichiche. Dai lunghi laboratori fioriscono poi lavori che nulla hanno da invidiare alle produzioni migliori. È infatti proprio grazie al successo raccolto nei mesi scorsi che questa sera torna all’Argentina Il Pedone Rosso (drammaturgia di Alessandro Berti, Giuseppe Manfridi, Attilio Maranon; regia di Gandini), storia di una partita a scacchi dove, in mezzo alle consuete simmetrie del Bianco e Nero, si intromette un pedoncino rosso, un diverso, che recrimina il suo diritto ad entrare nel gioco (unica replica). Domani, invece, il «Piero Gabrielli» presenta al pubblico un nuovo allestimento, La storia del bambino invisibile, frutto di un lavoro biennale condotto con 22 studenti romani di scuola elementare e media e ispirato a Le avventure di Tonino l'invisibile di Rodari. Un bambino diventa invisibile e poco a poco, valutati gli ovvii vantaggi, comincia a nutrire una certa insofferenza verso il suo stato. Firma la regia sempre Gandini. In scena domani e sabato di mattina e domenica alle 19.