Reclami: maglia nera alle truffe via internet

Sono 300mila le e-mail false ricevute ogni mese dai romani

Arianna Cioffi

Mese caldo, questo settembre ormai agli sgoccioli, per l’ufficio Tutela dei consumatori del Comune di Roma. Rispetto ai precendenti otto mesi dell’anno i reclami ricevuti sono aumentati del 15 per cento andando a incrementare così la cifra delle segnalazioni totali del 2005: 3.566, 1.222 in più rispetto alle 2.344 del 2004.
Nel dettaglio, la maglia nera per numero di reclami va alle truffe online e ai problemi sorti durante la navigazione in internet. Si tratta di 642 segnalazioni pari al 18 per cento del totale. Al secondo posto troviamo 499 reclami per prodotti difettosi (14 per cento). Quindi seguono 392 segnalazioni per etichetatture incomplete, 357 per disservizi nella ristorazione e 321 per l’aumento dei prezzi. «Ma il vero boom di quest’anno - sottolinea il delegato del sindaco alla Tutela dei consumatori, Sergio Scicchitano - sono le segnalazioni relative alle e-mail fraudolente che vedono la Capitale al primo posto tra le città italiane per il numero di messaggi ricevuti». L’incremento del 15 per cento nei reclami ricevuti dall’ufficio nel mese di settembre riguarda proprio questo fenomeno e in particolare le lauree truffa e le aste online fasulle. «Ormai si parla di 300mila messaggi al mese - continua Scicchitano - ricevuti da circa 100mila romani dei quali, tuttavia, solo il 20 per cento decide di sporgere denuncia».
Secondo quanto rilevato dall’ufficio per la Tutela dei consumatori, la maggior parte dei messaggi truffaldini riguarda le lauree-truffa (23 per cento), seguite dalle aste online (22 per cento), le false lotterie (18 per cento), i furti d’identità (11 per cento), eredità inesistenti (9 per cento), false offerte di lavoro (8 per cento), investimenti a piramide (5 per cento) e carte di credito clonate (4 per cento).
«Un fenomeno recentissimo è poi - continua Scicchitano - quello dei falsi siti sui servizi online di Poste italiane. Molti cittadini stanno ricevendo segnalazioni che sembrano provenire dal sito di Bancoposta online nelle quali si richiede agli utenti di controllare i propri dati che, una volta immessi, vengono acquisiti e utilizzati da estranei. L’importante - mette in guardia il delegato del sindaco per la Tutela dei consumatori - è che chi riceve una di queste segnalazioni non utilizzi il link fornito per controllare i dati. Se invece lo si è già fatto, è bene cambiare subito la propria password».
«Nel corso di questi primi nove mesi dell’anno - ha dichiarato Scicchitano commentando i dati, presentati in occasione della festa per i suoi 50 anni - abbiamo avuto modo di intensificare il nostro operato grazie anche ai cittadini che vedono nell’ufficio per la Tutela dei consumatori un aiuto concreto per risolvere i loro problemi».