Reclamo di Rti-Endemol rigettato dal tribunale: "Plagio da parte di Baila"

Il
giudice sottolinea che "è ravvisabile una condotta plagiaria
da parte degli autori del programma. I legali di Milly Carlucci, autore del
ricorso originario contro la trasmissione di Canale 5: "Decisione storica"

Il tribunale civile di Roma ha rigettato il reclamo presentato da Rti e Endemol per Baila!, la trasmissione di Canale 5 accusata da Milly Carlucci e dalla Rai di aver copiato il programma Ballando con le stelle. Nelle motivazioni il giudice sottolinea che "è ravvisabile una condotta plagiaria da parte degli autori del programma".

Giorgio Assumma, avvocato della Carlucci e autore del ricorso originario contro Canale 5, ha spiegato che "la decisione del tribunale di Roma in sede di reclamo detta una garanzia di portata storica perchéè fissa i criteri per rendere tutelabile il lavoro creativo di qualsiasi autore". Si tratta, dice il legale della Carlucci, di "una decisione di portata generale che dà sicurezza nella applicazione della legge sul diritto d’autore". Assumma spera che "la decisione del tribunale contribuisca a mettere ordine nel confusionario mondo della produzione televisiva". Il reclamo di Rti ed Endemol era stato presentato dopo lo stop intimato lo scorso 26 settembre dal tribunale civile di Roma alla messa in onda di Baila! Respingendo il ricorso fatto dalla trasmissione di Canale 5 (chiusa anzitempo il 17 ottobre per il flop di ascolti) il presidente della prima sezione Tommaso Marvasi condanna oggi Rti, Endemol, nonchè gli altri reclamanti (regista e autori della trasmissione di Canale 5) a pagare le spese processuali.

Nelle lunghe motivazioni della sentenza, il giudice sottolinea che "la forma espressiva delle due opere sottoposte al vaglio -e visionate dal collegio - presenta notevoli somiglianze", con riferimento, precisa, "all’idea narrativa portante", "al mezzo espressivo utilizzato", alla "caratterizzazione dei personaggi", "alla sequenza degli eventi rilevanti", alle "finalità narrative", "alle immagini". Il giudice sottolinea poi che "non sono presenti sostanziali differenze strutturali, narrative, operative e che l’opera plagiaria non offre spunti o contenuti tali da differenziarla qualitativamente dalla plagiata". Non solo. Nelle motivazioni viene fatto notare che Baila! "misura l’abilità dei concorrenti utilizzando lo stesso genere di ballo, scenografie e costumi molto simili, analoghi sistemi di selezione, una tipologia di personaggi ricorrenti anche nello spettacolo plagiato, filmati che mostrano aspetti personali dei personaggi celebri e dei partecipanti, ballerini esperti adusi a competizioni".

Nella nota che aveva accompagnato lunedì l’annuncio dello stop anticipato al programma condotto da Barbara D’Urso, Mediaset spiegava che quella che era andata in onda era una "versione deformata di Baila! il progetto originario, articolato in sei puntate, non ha mai potuto essere realizzato a causa di un incomprensibile ricorso d’urgenza presentato, prima ancora che andasse in onda". E in attesa che il giudice decidesse sul suo reclamo, annunciava che "è allo studio un nuovo programma Mediaset dedicato al ballo che,magistratura permettendo, saprà incontrare i gusti dei telespettatori".