Reclutati in 300 per attentati in Paesi stranieri

Addestrati dal terrorista giordano dovevano colpire anche l’Europa

da New York

Prima della sua morte, il terrorista giordano Abu Musab al Zarqawi aveva reclutato centinaia di militanti perché fossero addestrati al terrorismo in Irak per poi essere inviati nei loro Paesi di origine in attesa di ordini operativi. È quanto ha scritto ieri il New York Times.
Citando funzionari di alto rango della sicurezza in Giordania, il giornale afferma che, oltre a reclutare volontari e kamikaze per operazioni in Irak, Zarqawi aveva ingaggiato circa trecento persone che sono state addestrate in Irak prima di rientrare nei loro Paesi ad attendere l’ordine di agire, vale a dire commettere attentati.
Secondo il New York Times, l'intelligence giordana è la prima a fornire cifre e dettagli di questi preparativi criminali. Anche agenti dell'antiterrorismo statunitense, riferisce il giornale, avevano affermato di avere rilevato movimenti verso l'Irak di terroristi da altri Paesi, inclusi l’Arabia Saudita e l’Egitto, per addestrarsi con Zarqawi e il suo gruppo, ma ritenevano che quelli rimandati a casa in attesa di ordini fossero di molto inferiori a 300.
«La mia sensazione - ha detto al foglio newyorkese Steven Simon, un ex funzionario del Consiglio per la sicurezza nazionale, ora nel Consiglio delle relazioni estere - è che il passo successivo avrebbe potuto essere la mobilitazione della rete di militanti di Zarqawi per attaccare gli europei». «Questa - ha aggiunto - è una delle ragioni per cui penso che la sua morte faccia la differenza».
I funzionati dell'intelligence giordana, sotto copertura di anonimato, hanno affermato che Zarqawi era riuscito a organizzare operazioni logistiche in Siria, Iran e Libia, da dove venivano convogliati volontari in Irak.
A mano a mano che iracheni assumevano sempre più il comando degli insorti, il terrorista giordano cercava invece di internazionalizzare le operazioni e lanciare una sfida a Osama bin Laden e al suo vice Ayman al Zawahri, come leader di una guerra del terrore globale.