Record Altissima l’affluenza alle urne

L’America si è messa in fila sotto la pioggia della Virginia, nell’Indian Summer (un caldo insolito per la stagione) di New York, nel vento dei Grandi Laghi, sotto la neve delle Montagne Rocciose. Pazienti e determinati, gli americani hanno scritto ieri una pagina di storia in quella che sarà ricordata come un’elezione da Guinness per affluenza alle urne al termine della campagna elettorale più lunga e più costosa negli annali degli Stati Uniti. 19 ore di voto per scegliere tra Barack Obama e John McCain, un afflusso stimato in oltre 130 milioni di elettori, ben oltre i 122 milioni che quattro anni fa si presentarono alle urne per la scelta tra George W. Bush e John Kerry. Il numero degli elettori registrati è aumentato del 7,3 per cento rispetto alle ultime presidenziali e Michael McDonald della George Masion University ha pronosticato l’affluenza del secolo: oltre il 60 per cento del 2004, oltre il 63,8 per cento della sfida del 1960 tra John F. Kennedy e Richard Nixon. E verso il primato assoluto: nel 1908 il 65,7 per cento andò a votare per eleggere William Howard Taft contro William Jennings Bryant. Lunghe file ai seggi, aperti lungo la East Coast dalle 6 del mattino, e alcuni intoppi hanno caratterizzato l’avvio delle operazioni di voto: in New Jersey, in Virginia, in Ohio per esempio centinaia di macchine elettorali si sono inceppate.