Record dei carabinieri: un milione di Sos al «112»

Tante le chiamate in un anno e mezzo al numero d’emergenza dell’Arma. Oggi la festa per il 192° anniversario

Centonovantadue, quasi due secoli, un numero che il comandante provinciale dei carabinieri Enzo Bernardini pronuncia con evidente soddisfazione: sono gli anni della fondazione della Benemerita che questa sera all’Arena civica festeggerà il suo «compleanno». Uno spazio mai usato prima, scelto proprio per sottolineare il legame dell’Arma con la città e per consentire a tutti i cittadini di partecipare.
L’appuntamento diventa anche un’occasione per squadernare un anno di attività in città ma anche nella regione. Il «provinciale» di Milano rientra infatti nella divisione Pastrengo, che raggruppa i comandi di Lombardia, Liguria, Piemonte e Val d’Aosta. Nel milanese in particolare operano circa 3.200 militari (sui 10mila impegnati nell’intera regione) divisi in 112 comandi territoriali: 94 stazioni, 4 tenenze e 14 compagnie. Un numero inferiore a quelli della questura, ma che non ha impedito all’Arma di occuparsi nel corso del 2005 di oltre 160mila delitti sui 269mila compiuti nel milanese, pari a circa il 60 per cento del totale. Un percentuale che sale al 64 per cento, se si analizzano i dati dei primi cinque mesi dell’anno.
Ancora più significativo il numero degli arresti, 6.329 l’anno scorso, 2.646 fino a maggio 2006, e delle denunce, oltre 10mila nel 2005, 4.394 nei primi cinque mesi del 2006. Infine un numero «tondo»: 1 milione, sono le chiamate arrivate al 112 dal primo gennaio 2005.
Risultati significativi ottenuti grazie all’abnegazione dei tanti carabinieri che ogni giorno rischiano la vita sulle strade di Milano. Come i due militari che quattro mesi fa a Cusano bloccarono due rapinatori dopo una furiosa sparatoria: verranno entrambi premiati e promossi questa sera insieme ai colleghi che ingaggiarono conflitti a fuoco con dei banditi a Desio, maggio 2005, e Zibido San Giacomo, lo scorso giugno.
«Abbiamo fatto molto - commenta Bernardini - ma molto rimane ancora da fare, soprattutto in materia di repressione dell micro-criminalità. Mi riferiscono in particolare al degrado portato dal piccolo spaccio, ai furti e rapine in abitazione e alle truffe ad anziani, un reato tra i più odiosi ma anche tra i più difficili da prevenire o reprimere».